
L'Asiago prende il nome dalla zona in cui si produce, l'Altopiano di Asiago. Le sue origini risalgono all'anno Mille, epoca in cui veniva ricavato dal latte di pecora. Con la modernizzazione delle tecniche di allevamento, intorno al 1500, le pecore lasciarono il posto ai bovini, e, di conseguenza, il latte ovino venne sostituito con quello vaccino nella produzione dell'Asiago. Nacque così la tecnica casearia ancora oggi in uso nelle malghe altopianesi e nei piccoli e medi caseifici della zona di produzione. Negli anni '20 fu poi introdotta una nuova tecnica di produzione a più breve stagionatura, così che oggi l'Asiago viene prodotto in due tipologie differenti, d'allevo (stagionato) e pressato (fresco).
L'Asiago è un alimento ricco ed equilibrato indicato nelle diete di ogni età. Viene consumato come formaggio da tavola da solo o abbinato a salumi e verdure, oppure come ingrediente nella preparazione di paste, soufflè, pizze rustiche e tanti piatti tipici. L'Asiago si sposa bene con tutti i vini rossi vicentini e trentini: il tipo fresco, in particolare, si abbina bene a vini più leggeri e fruttati, mentre il tipo stagionato predilige vini più robusti e corposi come il Breganze Pinot nero, il Colli Berici Cabernet e il Teroldego Rotaliano.

Il vero Asiago Dop è quello contrassegnato dalla marchiatura all'origine del Consorzio di Tutela impressa sullo scalzo del formaggio. Il prodotto, inoltre, si riconosce grazie ai seguenti contrassegni: serie di scritte "ASIAGO", sigla Dop e numero di matricola, sempre impressi sullo scalzo di ogni forma, mentre sulla faccia piana viene apposta la caratteristica pelure che riporta il nome del prodotto e il marchio identificativo del consorzio di tutela.
