
Il nome di questo formaggio deriva dalla voce 'mut', che nel dialetto della Val Brembana significa montagna e, in senso specifico, alpeggio. È infatti sui pascoli estivi tra i 1200 e i 2500 metri di altitudine che si ottiene la produzione casearia di maggior pregio. La permanenza in quota del bestiame dal cui latte si produce il Formai de Mut varia da un minimo di 60 a un massimo di 100 giorni o poco più, generalmente compresi tra la seconda decade di giugno e la prima metà di settembre. D'altra parte l'allevamento bovino è sempre stato al centro dell'economia di questa zona, come testimoniano documenti storici risalenti al XVI secolo. La produzione di Formai de Mut ha subìto un notevole incremento dal 1950, quando un gruppo di agricoltori diede vita a una piccola latteria turnaria che lavorava per cinque mesi l'anno; solo dal 1988 la latteria produce questo formaggio tutto l'anno.
Quando la stagionatura supera i sei mesi, il Formai de Mut diventa un ottimo formaggio da tavola e può essere usato sia nella preparazione dei tradizionali piatti di montagna, sia nelle ricette della nuova gastronomia.

L'immagine di un campanaccio, il nome del prodotto e la sigla Dop compongono il logo del consorzio di tutela del Formai de Mut dell'Alta Val Brembana che, apposto con inchiostro alimentare sulla faccia piana del formaggio, costituisce il contrassegno dell'autenticità del prodotto
Dop
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