
Il pomodoro, proveniente dal Guatemala, approdò in Italia grazie a Hernan Cortès, conquistatore spagnolo dell'impero Azteco. Inizialmente nel nostro paese fu accolto con molta diffidenza poiché era ritenuto un 'frutto malefico'. L'inizio della sua fortuna cominciò invece nel '600, grazie agli Estensi, che ne fecero distribuire gratuitamente i semi ai contadini. La straordinaria adattabilità al clima italiano del pomodoro si riscontrò già durante la Rivoluzione francese. Ma la prima piantina di pomodoro San Marzano è apparsa sul territorio campano solo nei primi anni del XIX secolo e ha preso il nome dall'omonimo paese 'San Marzano sul Sarno', in provincia di Salerno. Secondo l'ipotesi più accreditata, questo tipo di pomodoro nacque in questa zona da una mutazione naturale o da un incrocio spontaneo tra altre due varietà locali, la Fiaschella e la Fiascone. Ancora oggi il vero San Marzano è molto vicino alla pianticella nata per caso in Campania: i vari tipi odierni sono derivati per selezione naturale dal vecchio progenitore. Uno dei motivi della bontà di questo prodotto può essere forse ricercato nelle condizioni ideali che ne hanno permesso il notevole sviluppo, che vanno dalle caratteristiche vulcaniche del terreno al clima, che risente del benefico influsso del mare.
Il pomodoro ha un'azione rinfrescante, dissetante, diuretica e digestiva; stimola l'appetito e rigenera i tessuti. In cucina, il Pomodoro San Marzano si abbina molto bene a piatti a base di pesce e comunque a piatti non elaborati, secondo la tradizione della dieta mediterranea. Si consiglia di abbinarlo a vini bianchi e rossi della tradizione campana.

Le etichette applicate intorno ai barattoli di vetro o di latta e sui cartoni di imballaggio, contengono le seguenti indicazioni: la dicitura Pomodoro S.Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino; la sigla Dop; il nome dell'azienda produttrice; la campagna di raccolta e trasformazione; la data di scadenza; il logotipo identificativo del prodotto.