
Il Radicchio Rosso di Treviso è un prodotto tradizionale, espressione della tipica cultura rurale del Trevigiano; richiami storici al radicchio si possono trovare anche nelle tradizioni gastronomiche che si sono tramandate fino ai nostri giorni. La tecnica di forzatura necessaria per ottenere il prodotto finale tipico è stata utilizzata per la prima volta alla metà del XVI secolo. I semi del Radicchio Rosso di Treviso e del Variegato di Castelfranco sono andati anche in orbita sullo Shuttle nella missione STS-95 del 1998, nell'ambito del progetto Sem della Nasa, mirato alla sperimentazione sugli effetti della microgravità. La ricerca si concluderà nel 2004. Il Radicchio rosso di Treviso si produce nella tipologie precoce e tardivo.
Il Radicchio ha proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative; facilita la digestione e la funzione epatica e stimola la secrezione biliare; infine, è ben tollerato da tutti gli stomaci. Quando si acquista, le foglie non devono essere appassite o troppo bagnate: il contenuto vitaminico dipende, infatti, dalla maggiore o minore freschezza. Può essere consumato sia crudo che cotto: si possono preparare insalate crude e miste, pinzimoni, risotti oppure lo si può cucinare ai ferri o saltato in padella.
Il sigillo del consorzio di tutela contraddistingue l'autentico radicchio rosso di Treviso Igp. Esso riporta: - il nome e l'immagine del prodotto, diversi a seconda della varietà tardiva o precoce - il bollino blu comunitario - il logo dell'organismo di controllo CSQA