
Il Chianti è uno tra i più noti e apprezzati vini rossi italiani. Le sue origini sono molto antiche, ma fu solo a partire dal Medioevo che il termine Chianti assunse un significato prettamente enologico, e cominciò a essere utilizzato per identificare il vino pregiato di queste terre. Tuttavia non si trattava ancora dell'odierno Chianti. Quest'ultimo deve la sua nascita agli esperimenti del Barone Bettino Ricasoli, socio dell'Accademia dei Georgofili, che, dopo aver provato e riprovato varie miscele di uve, raggiunse infine quella che caratterizza attualmente il Chianti: Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano e Malvasia.
Il Chianti si abbina perfettamente a secondi piatti a base di carne e cacciagione come la porchetta allo spiedo, la trippa, la lepre, la bistecca alla fiorentina, il lardo di Colonnata. Si accompagna bene anche a formaggi tipici come la caciotta e il Pecorino toscano e a piatti a base di legumi come la zuppa di lenticchie e i fagioli al fiasco. Va servito in calici ballon a una temperatura compresa tra i 18 e i 20°C.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.