
Le origini del vitigno da cui si produce questo vino sono molto antiche, ma i primi documenti che ne danno testimonianza risalgono solamente a qualche secolo fa. In uno dei primi scritti che lo riguardano, il Barbera viene descritto come 'vino possente, sempre piuttosto severo, ma ricco d'un profumo squisito, e d'un sapore che alla forza accoppia la finezza'. D'altra parte questa Doc è certamente da sempre una delle più apprezzate dell'enologia italiana: famoso per la sua capacità di riscaldare, questo prodotto veniva scelto dagli ufficiali savoiardi come compagno nelle spedizioni militari. Il Barbera d'Asti Doc viene prodotto, nelle tipologie Rosso e Rosso Superiore, in numerosi comuni delle province di Asti e Alessandria.
Il Rosso bene si associa a piatti tipici della cucina piemontese come agnolotti al brasato, grigliate di carne, fagiano in casseruola e, più in generale, con piatti di carne con salse brune, carni in umido, il fritto misto piemontese (o 'frigia'), formaggi stagionati, minestre dense. Va servito a 16-18°C, in un calice per rossi giovani o a ballon per la tipologia Superiore e va consumato entro 2-3 anni dalla vendemmia.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche;