Murazzano Dop

Dadini di formaggio Murazzano Dop

Le origini del Murazzano, che è la più antica tra le Robiole del Piemonte, risalgono ai Celti. Il termine 'Rubeola' un tempo stava a indicare il colore rossiccio assunto dalla crosta del formaggio dopo una lunga stagionatura. Nelle Langhe il Murazzano è simbolo della tradizione contadina, tanto che esistono diverse leggende popolari sulla sua origine. La più nota racconta dell'avventura di un giovane, che, lasciato dal padre a guardia delle tome, dovette barattare con il demonio la restituzione di una forma di Murazzano. Leggende a parte, il Murazzano trova le sue origini in quei formaggi astigiani elogiati da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia. L'etimologia del nome è invece legata al Comune di Murazzano, che ne è il centro di maggior produzione.

 

Come si consuma

Il Murazzano è ottimo come formaggio da tavola oppure come ingrediente per preparare squisite insalate fredde. Frequentemente viene consumato alla conclusione del pasto, da solo o condito con pepe macinato e olio extravergine di oliva, meglio se 'bagnato' con del Barbera d'Alba. È bene toglierlo dal frigorifero almeno un'ora prima di servirlo.

Come si riconosce

Il marchio autorizzato dal consorzio Murazzano Dop, costituito da una "M" maiuscola stilizzata

La marcatura all'origine del Murazzano Dop

Sulle confezioni appaiono: il marchio autorizzato dal consorzio costituito da una "M" maiuscola stilizzata, il nome del prodotto seguito dalla dicitura Denominazione d'origine protetta e dal relativo marchio comunitario.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Formaggio grasso di latte di vacca a pasta fresca
Descrizione
Ha forma cilindrica, con facce piane, leggermente orlate; ha un diametro di 10-15 centimetri circa, uno scalzo di 3-4 centimetri e un peso variabile da 300 a 400 grammi. La pasta è morbida, leggermente consistente, a volte con alcune occhiature, finemente granulosa. Esternamente è privo di crosta, ed è di colore bianco latte per le forme fresche, o con una leggera patina di colore paglierino chiaro per le forme più stagionate
Caratteristiche
Il sapore è fine, delicatamente profumato e gradevole di latte di pecora
Zona di produzione
50 comuni delle Langhe cuneesi
Presenza sul mercato
Tutto l'anno
Riferimenti normativi
Registrazione europea con regolamento CE n. 1107/96 pubblicato sulla GUCE L148/96 del 21 giugno 1996; riconoscimento nazionale con DPR 16 dicembre 1982 pubblicato sulla GURI n. 196 del 19 Luglio 1983; incarico di vigilanza con DM 18/6/87 pubblicato sulla GURI n.195 del 22/8/87