
Il Lessona Doc si ottiene dal vitigno Nebbiolo, che concorre alla produzione di alcuni dei vini piemontesi più rinomati. Questo vino veniva prodotto già in tempi antichi, come testimoniato dalla via Lessonasca, che congiungeva i vigneti di Lessona con la via del vino che portava a Vercelli. La Lessonasca era frequentata sin dai tempi dei romani, quando il vino veniva trasportato fino a Milano e Pavia. Prodotto anticamente in abbondanti quantità, oggi il Lessona Doc è un vino raro e di qualità.
Il Lessona Doc va degustato assieme a piatti di pasta o risotti conditi con ragù importanti (selvaggina, anatra), carni rosse cotte con intingoli saporiti, anatra farcita alla novarese. Va servito a una temperatura di 16-18°C in calici per vini rossi di corpo, entro tre-quattro anni dalla vendemmia, o cinque-sei anni nelle migliori annate.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche;