
Le origini del Parmigiano Reggiano risalgono a otto secoli fa: da allora, aspetto, fragranza, modo e luoghi di produzione di questo formaggio famoso nel mondo sono rimasti inalterati. Testimonianze dell'XI-XII secolo dimostrano come già allora il Parmigiano Reggiano esistesse con le stesse caratteristiche che oggi sono divenute per legge uno standard di qualità. E che il Parmigiano sia un 'classico italiano' lo si capisce anche dalla sua presenza nella letteratura del Belpaese. Sicuramente la citazione più significativa la si deve a Boccaccio, che, quando nel suo Decamerone descrive il paese di Bengodi, riesce a far materializzare davanti agli occhi dell'affamato lettore una montagna di formaggio Parmigiano grattugiato, sopra la quale 'stavan genti, che niuna altra cosa facevan, che fare maccheroni e ravioli", per poi, una volta cotti, farli rotolare sul formaggio in modo da condirli meglio.
Grazie alla sua spiccata versatilità, il Parmigiano Reggiano è un ingrediente insostituibile della buona cucina italiana e della più vasta dieta mediterranea. Grattugiato è da sempre il condimento insostituibile per la pastasciutta, il riso, le minestre e i consommé e un ingrediente di base per moltissimi piatti della cucina italiana: dai primi piatti ai secondi di carne, agli ortaggi, agli sformati, alle salse, il Parmigiano Reggiano dà nobiltà e sapore anche alle preparazioni più semplici. Ma questo formaggio è ideale anche per un uso da tavola. Proprio per la pienezza e la delicatezza di sapore, il Parmigiano Reggiano può essere mangiato da solo, oppure accompagnato con le verdure in irresistibili insalate. Un classico della saggezza contadina è l'abbinamento con le pere, ma molti devono ancora scoprire l'altrettanto armoniosa combinazione di sapori del Parmigiano Reggiano con le mele, le pesche, i fichi, l'uva, le noci e il kiwi. Un uso, nato all'estero, ma già diffuso anche in Italia, è quello di servire scaglie, noci e bocconcini di Parmigiano Reggiano con gli aperitivi e i cocktail, tuttavia, nella zona dove il Parmigiano Reggiano si produce, il vino che da secoli lo accompagna è il Lambrusco.

Il nuovo sistema di marchiatura del Parmigiano Reggiano prevede due marchi di origine posti sul formaggio al momento della nascita: la fascera marchiante che imprime lungo lo scalzo della forma i classici puntini e una placca di caseina, che identifica in maniera univoca ogni forma, rafforzando il sistema di rintracciabilità del prodotto. Per essere a pieno titolo Parmigiano Reggiano e potersi fregiare del bollo ovale impresso a fuoco, ogni forma dovrà poi superare, intorno ai dodici mesi di vita, una rigida fase di espertizzazione, che si sostanzia in un esame olfattivo, organolettico, visivo e di struttura operato dagli esperti del consorzio. Secondo le nuove regole il formaggio ritenuto non idoneo, finora retinato con una serie di 'X' sulla crosta, subirà un'asportazione completa dei puntini e degli altri contrassegni e sarà commercializzato come un qualsiasi formaggio da tavola a pasta dura. I formaggi che superano la selezione verranno, invece, distinti in due categorie. La prima riguarda il formaggio che diverrà il parmigiano reggiano di Denominazione classica, che ha la caratteristica di essere stagionato a lungo (oltre i 20-24 mesi) e che riporterà impressa sulla forma la scritta a puntini P-R e il marchio ovale a fuoco. La seconda riguarda il formaggio destinato a breve stagionatura (10-12 mesi) che sulla scalzo oltre ai puntini e al marchio ovale riporterà impressi in modo indelebile una serie di solchi paralleli. Nelle confezioni di porzionato il marchio di prima stagionatura sarà invece visibile mediante una scritta su banda di colore verde, posta sotto il marchio identificativo del consorzio.
I marchi "Export" e "Extra" sono riservati esclusivamente alle forme che abbiano almeno 18 mesi di età e abbiano superato i test consortili per il controllo di processo e di conformità al "Sistema Qualità Aziendale".
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