
Il Pecorino Sardo, nelle sue due tipologie, dolce e maturo, è uno tra i formaggi italiani più famosi anche a livello internazionale. Le prime notizie certe sulle sue origini risalgono alla fine del '700. A quell'epoca i formaggi venivano prodotti con latte crudo o riscaldato tramite l'immersione di pietre arroventate ed erano denominati bianchi, rossi fini e affumicati. Tra questi, il rosso fino e l'affumicato sono considerati i progenitori del Pecorino Sardo.
Il Pecorino Sardo viene venduto in forme intere o a spicchi di varie dimensioni. Può essere consumato come secondo piatto, tagliato a scaglie e abbinato a uva, pere o verdura fresca. Oppure, si può utilizzare per insaporire involtini di carne, torte rustiche e piatti tipici della cucina sarda. I vini da abbinare al Pecorino Sardo Dolce sono il Vermentino di Gallura, il Vermentino di Sardegna, il Monica di Sardegna. Il Pecorino Sardo maturo si accompagna bene al Cannonau di Sardegna, al Velletri rosso, al Brunello di Montalcino e al Carignano del Sulcis rosso.

Il particolare sistema di etichettatura messo a punto dal consorzio di tutela permette di riconoscere immediatamente l'autentico Pecorino Sardo. Esso si compone di due elementi essenziali ed inscindibili: la corona esterna dell'etichetta del produttore che, riportando tutt'intorno il marchio del consorzio, consente l'identificazione del prodotto anche nella porzionatura minima e il contrassegno consortile numerato. Quest'ultimo riporta la dicitura dolce o maturo, a seconda del tipo di prodotto che contraddistingue e ne enfatizza la distinzione attraverso la diversità cromatica e di forma. Nel contrassegno relativo al tipo 'maturo', rettangolare a spigoli vivi, prevale il colore blu, in quello relativo al tipo 'dolce', rettangolare a spigoli arrotondati, prevale il colore verde.