Bitto Dop

Forma di formaggio Bitto Dop

Le origini del Bitto si fanno risalire all'epoca in cui la popolazione celtica si stanziò nelle valli in provincia di Sondrio. Ed è dal vocabolo celtico 'bitu', ossia 'perenne', da cui prende il nome sia la Valle sia il torrente che la attraversa, che deriva anche la denominazione del formaggio più famoso e tradizionale della zona, il Bitto appunto. Nato come espediente per sfruttare il latte eccedente il consumo diretto, il Bitto è diventato un prodotto apprezzato al punto che, persino il genio del Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci, raccontando della Valtellina e della Valchiavenna a Ludovico il Moro, non poté esimersi dal ricordare la loro vocazione alla produzione di latte e vino.

 

Come si consuma

Il sapore di questo formaggio, che è dolce e delicato nell'anno di produzione, diventa più intenso e deciso con la stagionatura. Il Bitto è l'elemento essenziale per la preparazione dei pizzoccheri e della polenta taragna, ma anche da solo, magari guarnito con una foglia di alloro, qualche noce sgusciata e una goccia di aceto balsamico, diventerà un piatto gustosissimo, meglio ancora se accompagnato dal Valtellina superiore Docg.

Come si riconosce

I contrassegni distintivi del Bitto Dop

L'autentico Bitto Dop è riconoscibile grazie alla marchiatura di origine impressa sullo scalzo della forma e alla pelure caratteristica apposta sulla faccia piana che riporta un paesaggio di alpeggio.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Formaggio da tavola a pasta semidura prodotto con latte intero di vacca con eventuale aggiunta di latte caprino.
Descrizione
Ha forma cilindrica regolare, crosta di colore giallo paglierino e pasta compatta dal bianco al giallo paglierino a seconda della stagionatura, con presenza di occhiatura rada a occhio di pernice.
Caratteristiche
Il sapore è dolce e delicato. Con l'invecchiamento il Bitto acquista maggiore compattezza, diventa fondente sul palato e acquisisce un gusto più forte e aromatico.
Zona di produzione
Il Bitto è prodotto nell'intero territorio della provincia di Sondrio e nei territori limitrofi dei comuni dell'Alta Valle Brembana in provincia di Bergamo: Averara, Carona, Cusio, Foppolo, Mezzoldo, Piazzatorre, Santa Brigida e Valleve.
Presenza sul mercato
Tutto l'anno
Riferimenti normativi
Registrazione europea con regolamento CE n. 1263/96 pubblicato sulla GUCE L 163/96 del 2 luglio 1996; riconoscimento nazionale con DM 19 aprile 1995 pubblicato sulla GURI n. 103 del 5 maggio 1995.

Ulteriori informazioni

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