
È il piccolo centro in provincia di Bari a dare il nome a una delle Doc più famose della Puglia. Gioia del Colle è un agglomerato di case che si stringono attorno al castello, edificato nel 1230 da re Federico II e sul quale si tramanda una leggenda che vede i due rigonfiamenti situati nei sotterranei di una delle torri, simbolo dei seni che l'amante sfortunata del re gli avrebbe inviato come prova della sua fedeltà. Il territorio che circonda il paese e che si stende in tutto il territorio compreso entro la Doc è dominato, oltre che dall'olivo, dalla vite, che qui viene coltivata sin dai tempi più antichi, nonostante la Puglia sia da sempre una regione soggetta a lunghi periodi di siccità. Nella Doc Gioia del Colle rientrano le tipologie Rosso, Rosato, Primitivo e Aleatico Dolce e Liquoroso.
Il Gioia del Colle Doc Rosso si abbina a preparazioni abbastanza strutturate, come le orecchiette al ragù di carne, la trippa, le braciole pugliesi e l'agnellone al forno. Va servito a una temperatura di 16-18°C in calici per vini rossi giovani e consumato entro due-tre anni dalla vendemmia. Il Gioia del Colle Rosato accompagna bene gli antipasti all'italiana a base di salumi crudi e va degustato a una temperatura di servizio di 12-14°C, in calici ampi e aperti. Il Bianco va con le verdure crude in pinzimonio e le uova al burro servito in calice svasato a una temperatura consigliata di 10-13°C. Il Gioia del Colle Primitivo, servito in calici allungati, accompagna bene il risotto con la salsiccia. La frutta secca è invece l'alimento ideale per gustare al meglio l'Aleatico Dolce e, per la versione Liquoroso, sono consigliati i formaggi a pasta dura. La degustazione per queste due versioni va fatta in piccoli calici che permettono la concentrazione dei profumi e degli aromi.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.