Pecorino Toscano Dop

Forma di Pecorino Toscano Dop

L'allevamento degli ovini in Toscana risale all'epoca etrusca, ma per avere notizie storiche certe sul Pecorino Toscano bisogna aspettare i Romani: fu Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia a descrivere per primo la produzione del cacio della zona di Luni (oggi Lunigiana). Nel XV secolo il Pecorino Toscano era noto come 'cacio marzolino' in quanto la produzione iniziava tradizionalmente nel mese di marzo per protrarsi durante tutta la primavera. Questo formaggio, che a metà del 1800 era già un prodotto caratteristico, preparato con precise tecniche di produzione, fu alimento molto apprezzato da personaggi illustri del calibro di Lorenzo il Magnifico e Papa Pio II Piccolomini.

 

Come si consuma

Il Pecorino Toscano può essere consumato come formaggio da tavola o da grattugia secondo il grado di stagionatura. Grattugiato, il Pecorino viene usato come condimento per la ribollita, per paste asciutte e per insaporire secondi piatti a base di carne. A fette, invece, sia stagionato che fresco, si accompagna bene con miele, marmellata, frutta e verdure fresche di stagione. Con il Pecorino Toscano a pasta tenera si abbinano bene vini bianchi quali il 'Bianco di Pitigliano', il 'Monteregio' o il 'Montecucco Bianco', mentre con quello stagionato vini rossi quali il 'Morellino di Scansano', il 'Chianti Classico' o, per stagionature superiori agli otto mesi, il 'Brunello di Montalcino'.

Come si riconosce

Marchio all'origine "Pecorino Toscano Dop"

La marcatura all'origine del Pecorino Toscano

Il formaggio a denominazione d'origine pecorino Toscano deve recare apposto all'atto della sua immissione al consumo l'apposito logo identificativo. Sotto il logo viene riportato un numero di due cifre che identifica il produttore e lo stagionatore o confezionatore certificato che provvede all'immissione in commercio del prodotto. Sul prodotto a pasta tenera l'apposizione del marchio di origine deve avvenire con timbro ad inchiostro, sullo scalzo della forma; per il prodotto stagionato è invece prevista la marcatura a fuoco sempre sullo scalzo della forma. Per il prodotto destinato ad essere confezionato sotto vuoto o in atmosfera modificata la marcatura può essere effettuata utilizzando buste che riportino stampato il marchio di origine del pecorino toscano ed il numero del caseificio, stagionatore o confezionatore certificato.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Formaggio a pasta tenera o semidura ottenuto da latte ovino intero
Descrizione
La forma è cilindrica a facce piane e scalzo leggermente convesso; la pasta è tenera al tatto per il prodotto fresco, tenace per il prodotto stagionato; il colore della crosta va dal leggermente paglierino al paglierino, ma può anche dipendere dai trattamenti subiti, nel qual caso la crosta si può presentare nera o rossastra; il peso varia da 1 a 3 chilogrammi, il diametro da 15 a 22 centimetri e l'altezza da 7 a 11 centimetri
Caratteristiche
Ha sapore fragrante accentuato, leggermente piccante
Zona di produzione
È prodotto in Toscana e in alcuni comuni limitrofi che riguardano Lazio ed Umbria (Allerona e Castiglione del Lago in Umbria e Acquapendente, Bolsena, Capodimonte, Farnese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Montefiascone, Onano, San Lorenzo Nuovo e Valentano nel Lazio)
Presenza sul mercato
Tutto l'anno
Riferimenti normativi
Registrazione europea con regolamento CE n. 1263/96 pubblicato sulla GUCE L163/97del 2 luglio 1997; riconoscimento nazionale con DPR 17 maggio 1986 pubblicato sulla GURI n. 27 del 3 febbraio 1987; incarico di vigilanza con DM 13 giugno 1988