
Squinzano, centro del leccese e fulcro della zona di produzione dell'omonima Doc, è nota per l'ottimo vino che vi si produce e per la seicentesca parrocchia di San Nicola. È situata a nord-ovest di Lecce, sulla piana delimitata dalla Serra di Monte Oro. Centro agricolo e industriale del Salento, Squinzano ha una antica tradizione vinicola: i vitigni da cui si ottiene la Doc si coltivano in questa zona da tempo immemorabile. Nella denominazione rientrano le tipologie Rosso, Rosato e Rosso Riserva, per la quale il disciplinare di produzione prevede un invecchiamento minimo di due anni.
Lo Squinzano Doc Rosato si associa a preparazioni poco o abbastanza strutturate del genere minestroni, risotti con frutti di mare, pesce bollito, salumi. Va servito a una temperatura di 12-14°C in calici per vini rosati morbidi entro due anni dalla vendemmia. Nella versione Rosso, lo Squinzano si abbina a salumi stagionati, primi piatti con sughi robusti di carne, carni di maiale e agnello al forno o in umido, arrosti e brasati di carni rosse e selvaggina e formaggi piccanti stagionati e va servito in calici allungati a una temperatura di 18°C circa.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.