
Storicamente denominato Caciocavallo Ragusano è uno dei formaggi più antichi dell'Isola e si pensa che il nome derivi dall'asciugatura a cavalcioni ('a cavaddu') di un'asse e dal nome della zona di produzione (Ragusa). Questo formaggio dal sapore amabile e peculiare è stato oggetto sin dal XIV secolo di un fiorente commercio oltre i confini del Regno di Sicilia. Nel 1515 Carmelo Trasselli in 'Ferdinando il Cattolico e Carlo V' racconta infatti di una 'esenzione dai dazi' anche per il Caciocavallo Ragusano a testimoniare come fosse considerato una pregiata merce di scambio. Anche in epoche successive sono numerosi i riferimenti storici a questo formaggio.
Il Ragusano può essere consumato come formaggio da tavola quando è semi-stagionato (3-6 mesi), oppure come formaggio da grattugia se stagionato per oltre 12 mesi. Grazie al suo sapore particolare e alla sua versatilità, è utilizzato anche come ingrediente in numerose ricette della cucina tradizionale della provincia di Ragusa e siciliana. Il Ragusano stagionato e semi-stagionato si abbina bene ai vini rossi, mentre il fresco si accompagna meglio ai vini bianchi.

Il sistema di marchiatura all'origine del Ragusano Dop prevede tre diversi contrassegni: a) una fascera marchiante che imprime sui due lati della forma la scritta Ragusano; b) un bollino di caseina che riporta la scritta Ragusano, il nome dell'organismo di controllo e un numero che identifica in maniera univoca ogni forma; c) il marchio di riconoscimento del Ragusano Dop che viene impresso a fuoco dopo almeno tre mesi di stagionatura.
