Cisterna d'Asti Doc

Decanter di vino Cisterna d'Asti Doc

Il territorio di Cisterna d'Asti e dei comuni limitrofi si è da sempre contraddistinto per una felice vocazione vitivinicola. Un'antica leggenda racconta a proposito come Federico Barbarossa, durante una sua incursione bellica, rimase sbigottito vedendo le numerosissime viti che ammantavano le colline a ridosso della fortezza di Cisterna trasformarsi improvvisamente in una selva di lance e spade sguainate. L'imperatore pensò bene di battere in ritirata, non prima però di essersi dissetato alla fonte che, da allora, prese il nome 'di Barbarossa'. La leggenda trova raffigurazione in un affresco custodito nella chiesetta di San Gervasio e costituisce la più antica testimonianza circa la coltivazione della vite nella zona. In tempi a noi più vicini, altri documenti storici evidenziano le virtù superiori del Bonarda, nome con cui si soleva indicare in passato il vitigno Croatina. G.Casalis, ad esempio, nei primi anni del 1800, raccontava come il Bonarda, il Barbera e il Nebbiolo qui prodotti godessero di un'alta reputazione, e altrettanto fece, nel 1833, Bartolomeo Olivetti riferendosi al Bonarda a Vila Stalone (Villastellone). I terreni sabbiosi-argillosi, fortemente calcarei, caratteristici di questo territorio sono alla base delle peculiarità del Cisterna d'Asti che, dal 2002, può finalmente fregiarsi di una denominazione propria.

 

Come si consuma

Il Cisterna d'Asti Doc si abbina tradizionalmente ai primi piatti tipici piemontesi come gli agnolotti al sugo d'arrosto e ragù, risotti, ma anche a pietanze di carne e salumi grassi. Va servito a una temperatura di 16-18°C in calici per vini rossi di corpo.

Come si riconosce

L'etichettatura del Cisterna d'asti Doc

Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Vino rosso da pasto
Descrizione
Il Cisterna d'Asti Doc è ottenuto da uve Croatina in percentuale variabile dall'80% al 100%; possono concorrere alla produzione, congiuntamente o disgiuntamente, uve di altri vitigni a bacca nera, non aromatici raccomandati per la provincia di Cuneo e Asti, per una percentuale non superiore al 20%
Caratteristiche
All'esame visivo evidenzia un colore rosso rubino intenso e brillante, particolarmente carico per l'alta concentrazione di polifenoli antocianici. Il profumo risulta fruttato con note di confettura di prugna e frutti rossi. Nelle versioni vivaci particolarmente spiccati sono i cosiddetti aromi secondari della fermentazione che donano al Cisterna d'Asti un profumo vinoso profondo. La presenza di elevate concentrazioni di polifenoli nell'uva dona, poi, al vino generalmente un'ottima stoffa; il sapore si presenta corposo ma morbido, di buona persistenza al palato, con un finale leggermente tannico. la sua gradazione minima è di 12°
Zona di produzione
La zona di produzione del Cisterna d'Asti Doc comprende alcuni comuni della provincia di Asti e Cuneo, quali: Antignano, Cantarana, Cisterna d'Asti, Ferrere, San Damiano d'Asti, San Martino Alfieri, Canale, Castellinaldo, Govone, Montà, Monteu Roero, Santo Stefano Roero e Vezza d'Alba
Presenza sul mercato
Tutto l'anno
Riferimenti normativi
La Doc è stata riconosciuta con D.M. del 17/07/2002 pubblicato sulla G.U. n.196 del 22/8/2002

Ulteriori informazioni

  1. Cisterna d'Asti Doc
    1. Scheda di approfondimento

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