Cirò Doc

Decanter di vino Cirò Doc

L'attuale Cirò, oggi prodotto nelle tipologie Rosso, Rosato e Bianco, deriva da un vino che anticamente era chiamato 'Krimisa'. Il nome probabilmente deriva da quello di una colonia greca, Cremissa appunto, situata dove ora sorge Cirò Marina. A Cremissa sorgeva peraltro un importante tempio dedicato al dio del vino, Bacco, e Krimisa era il vino offerto in dono agli atleti vincitori delle Olimpiadi. Milone di Crotone, vincitore di ben sei edizioni dei giochi di Atene, era un grande estimatore di questo vino. Per rinnovare l'antica tradizione, il Cirò è stato servito come vino ufficiale alle Olimpiadi svoltesi a Città del Messico nel 1968.

 

Come si consuma

Il Cirò Bianco si serve in calici ampi che si restringono verso l'alto a 8-10°C e si abbina a tonno e pesce spada, verdure e ricotta fresca poco salata. Il Cirò Rosso, da bere in calici ballon a 16-18°C, è particolarmente indicato per accompagnare primi piatti conditi con ragù, o sughi ricchi, carni rosse e cacciagione, la tradizionale 'nduja calabrese, il pecorino crotonese e i salumi tipici della regione. Il Cirò Rosato, da versare in calici di media capacità a tulipano ampio a 12-14°C, si sposa con carni magre, con salumi e formaggi calabresi, polpette, braciole e alcuni piatti tipici della regione, come i maccaruni.

Come si riconosce

L'etichettatura del Cirò Doc

Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Il Cirò viene prodotto nella tipologia Rosso (anche nelle versioni Classico, Superiore e Riserva), Rosato e Bianco
Descrizione
Il Cirò nelle tipologie Rosso e Rosato è prodotto con uve Gaglioppo per almeno il 95%, con l'eventuale aggiunta di uve di Trebbiano toscano e Greco bianco per un massimo del 5%; il Cirò Bianco è prodotto con uve Greco bianco per almeno il 90%, con l'eventuale aggiunta di uve Trebbiano toscano per un massimo del 10%
Caratteristiche
Il Cirò Rosso ha un colore rosso rubino, un odore gradevole, delicato, intensamente vinoso, un sapore secco, corposo, caldo, armonico, vellutato con l'invecchiamento e una gradazione minima di 12,5°C; il Cirò Rosato ha un colore rosato più o meno intenso e un odore delicato e vinoso, un sapore secco, fresco, armonico e gradevole e una gradazione minima di 12,5°C; il Cirò Bianco ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, un odore vinoso e gradevole, un sapore secco, armonico, delicato, vivace e caratteristico e una gradazione minima di 11°C
Zona di produzione
La zona di produzione del Cirò comprende il territorio dei comuni di Cirò e Cirò Marina e in parte i comuni di Melissa e Crucoli, tutti in provincia di Catanzaro
Presenza sul mercato
Tutto l'anno
Riferimenti normativi
La Doc Cirò è stata riconosciuta con DPR del 02.04.1969 modificato dal DPR del 25.09.1989 pubblicato sulla GU dell'11.04.1990

Ulteriori informazioni

  1. Cirò Doc
    1. Scheda di approfondimento

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