
Le origini della Toma piemontese risalgono all'epoca romana, ma solo in documenti dell'XI secolo si trovano citazioni che la identificano con precisione. Incerta è l'etimologia della parola toma, che viene usata in Piemonte, in Valle d'Aosta, in Francia e in Sicilia; potrebbe forse riferirsi alla fase di caduta della caseina durante la coagulazione, che in dialetto è appunto detta 'tomè'. In ogni caso la denominazione richiama il nome tradizionale del formaggio prodotto nella relativa zona di produzione, costituita in prevalenza da territori montani e pedemontani.
La Toma piemontese, oltre che come formaggio da tavola, può essere usata come ingrediente per la preparazione di primi piatti o come ripieno per quiches, magari abbinata a vini rossi come il Dolcetto e il Barbera.

Il marchio di qualità è costituito da un'etichetta cartacea applicata sulla faccia piana della forma, che riporta in bianco la scritta "Toma Piemontese", entro una corona circolare verde, bianca e rossa. Compaiono, inoltre, sull'etichetta il numero di identificazione dello stabilimento e il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta.