
La coltivazione della vite in Calabria risale ai Greci, i quali, fin dall'VIII secolo a.C., individuarono sui litorali dell'Enotria, cioè terra del vino, le zone vocate alla vite e diedero impulso, con i loro vitigni e con le loro pratiche enologiche, a un'ottima produzione. La Calabria offre, inoltre, le prime testimonianze di una imponente e organizzata esportazione del vino verso nord e ovest. La viticoltura continua ancora oggi a rivestire un ruolo fondamentale per l'economia della regione, che dispone di un patrimonio di varietà locali e tradizionali dalle quali si producono vini di elevata qualità. In provincia di Reggio Calabria la viticoltura è presente sulle pendici collinari di tutto il versante litorale. Il Bivongi Doc viene prodotto nella tipologie Bianco, Rosso e Rosato.
Il Bivongi Bianco si gusta in calici ampi che si restringono verso l'alto a 8-10°, accompagnato a piatti di pesce, verdure e formaggi poco stagionati; il Bivongi Rosso si gusta a 16-18° in calici bordolesi abbinato a formaggi e salumi tipici della regione (Caciocavallo silano, Capocollo, Salsiccia e Soppressata di Calabria); il Bivongi Rosato, da bere in calici ampi e aperti a 12-14°C, accompagna ottimamente i salumi e formaggi calabresi e alcuni piatti tipici della regione, come i 'maccaruni'.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.