
Si può dire che Piacenza è terra di vini da sempre. I primi vitigni furono coltivati dai paleoliguri e, in seguito, Etruschi, Romani, legionari latini, Galli e Celti coltivarono la vite o semplicemente produssero vino in questa zona. Nonostante questa successione di popoli, e quindi usanze e tradizioni, le origini della vitivinicola di Piacenza sono attribuite alle influenze greche. La coltivazione della vite bassa con ceppi ravvicinati e forti potature ne sono ancora oggi testimonianza. Il prestigio di questi vini nel corso della storia è documentato in numerosi scritti: basta sfogliare i classici latini per scoprire che perfino Cicerone, parlava dei vini piacentini. Oggi la Doc Colli Piacentini comprende i seguenti vini: Gutturnio, (anche nelle versioni Classico, Superiore e Riserva), Monterosso Val D'Arda, Trebbianino Val Trebbia, Valnure, Vin Santo di Vignoletto, Novello, Pinot Spumante, Vin Santo, Barbera, Bonarda, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Malvasia, Malvasia Passito, Ortrugo, Pinot Grigio, Pinot Nero e Sauvignon.
Il Colli Piacentini Gutturnio Superiore, che è immesso al consumo dopo il primo settembre dell'anno successivo a quello della vendemmia, va consumato con piatti a base di carni rosse, salumi, Parmigiano Reggiano, Grana Padano, lasagne e cappelletti, e bevuto in calici bordolesi alla temperatura di 16-18 gradi. Il Valnure si degusta invece in calici a media capacità a tulipano svasato alla temperatura di 8-10 gradi. Accompagna bene prosciutto, culatello, tagliatelle, cappelletti in brodo, lasagne e Parmigiano Reggiano. Il Colli Piacentini Vin Santo va bevuto in calici a tulipano di media capacità alla temperatura di 10-12 gradi. Va gustato a fine pasto con i dessert tipici della regione oppure per accompagnare formaggi stagionati.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.