
La tradizione vitivinicola della Basilicata ha origini molto antiche, ma furono i greci e i romani, in particolare, a favorire lo sviluppo nella regione di questa coltura che oggi dà i suoi frutti migliori nella zona circostante il capoluogo. È in questa area, infatti, che viene coltivato il vitigno Aglianico, sicuramente di origini greche, da cui nasce l'omonima Doc, uno dei vini rossi più prestigiosi del panorama enologico italiano.
L'Aglianico del Vulture Doc si abbina con formaggi stagionati, come il pecorino di Filiano, il canestrato di Moliterno, il caciocavallo podolico, ma anche con la soppressata, i ravioli locali, gli strascinati, i secondi di carne come l'agnello con i funghi e verdure. Va degustato in calici ballon, a una temperatura di 16-18°C.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.