
Le origini dei vini montecarlesi risalgono all'epoca romana. Già nel medioevo godettero di una discreta popolarità soprattutto presso le più alte autorità ecclesiastiche. Pare infatti che i bianchi e rossi di Montecarlo fossero particolarmente graditi al palato dei pontefici Paolo III Farnese, Gregorio XII e del cardinale di Ragusa Giovanni Dominici di San Sisto, giunto in visita nella zona nel 1408. A proposito di quest'ultimo, si racconta un curioso aneddoto: il cardinale apprezzò talmente il vino che gli venne offerto copiosamente in quell'occasione, che finì per dimenticare il suo anello benedetto su un tavolo. Oggi, il Montecarlo, a conferma del suo passato, viene considerato una tra le perle dell'enologia toscana e viene prodotto nelle tipologie Bianco, Rosso, Vin santo e Vin santo occhio di pernice.
Il Montecarlo Bianco si accompagna perfettamente a pietanze tipiche toscane quali la panzanella, il marzolino, l'acquacotta, la frittata con gli zoccoli, la minestra di riso, la torta con le acciughe e il lardo di Colonnata. Va servito in calici svasati a una temperatura di 8-10°C. Il Montecarlo Rosso si addice particolarmente a secondi piatti a base di carni rosse, legumi e zuppe ma si abbina bene anche ai formaggi tradizionali come la caciotta toscana. Va servito in calici bordolesi a una temperatura compresa tra i 16 e i 18°C. Le tipologie Vin santo e Vin santo occhio di pernice sono vini da dessert ideali assieme a dolci e alla pasticceria secca tradizionale come i biscottini di Prato, i brigidini e la torta garfagnana. Vanno serviti in piccoli calici a circa 10-12°C di temperatura.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.