
La storia del prosciutto crudo è molto antica e le sue origini si fanno risalire all'epoca dei Celti e dei Romani, quando si diffuse l'utilizzo del sale per la conservazione delle carni. Nella pianura padana, che è sempre stata una zona con particolare vocazione all'allevamento di suini, si adottò prestissimo la consuetudine di utilizzare la carne di maiale nella gastronomia. Sono, infatti, conservati diversi scritti e altri documenti storici, risalenti all'epoca romana, che testimoniano la diffusione di tecniche di conservazione delle carni suine con l'uso del sale. Nel territorio di Modena, in particolare, si è sviluppata nel corso dei secoli una ricca tradizione salumiera, che si è radicata nelle tradizioni contadine locali fino a essere codificata, ai giorni nostri, nel disciplinare di produzione del prosciutto e degli altri prodotti tipici locali.
Per apprezzarne a pieno la fragranza, è consigliato l'utilizzo del prodotto fresco, appena affettato, accompagnato da pane o grissini. Questo prosciutto si abbina bene anche a melone, kiwi o fichi e può essere utilizzato in diverse ricette di piatti cucinati o crudi; il sapore deciso caratterizza le pietanze alle quali viene accompagnato. L'abbinamento ai vini è piuttosto elastico, sia bianchi leggeri che rossi corposi e vellutati, a seconda del contesto di riferimento e del tipo di pietanza con cui il prosciutto viene servito.

Il vero prosciutto di Modena Dop si riconosce per la presenza del marchio di qualità autorizzato dal consorzio di tutela.
Dop
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