
La rinomanza e la notorietà degli oli del Molise sono state affermate sin da tempi remoti da diversi autori. All'epoca dei romani li troviami menzionati e decantati da Catone il Prisco nel Trattato 'De re rustica', da Plinio in 'De Oleo' e da Orazio nelle sue Satire. Anche Cicerone, nella 'Pro Cluentio' loda la laboriosità dei Larinati (abitanti del territorio di Larino) e la fertilità della loro terra. D'altronde il territorio ben si adatta alla coltivazione dell'olivo che, nel corso dei secoli, si è specializzata caratterizzandosi in alcune pregiate varietà come la 'Aurina', il 'Gentile di Larino' la 'Rosciola' e la 'Oliva nera di Colletorto' che sono il vanto di interi territori e sono intimamente legati alla zona geografica in cui si sono distinte. In epoche successive il pregio dell'olio del Molise trova ulteriore riscontro negli scritti dello studioso salentino del 1700 Giovanni Presta, il quale ricorda come in passato fosse riservato ai palati 'più delicati, più schifiltosi e ricchi'. La Denominazione di origine protetta Molise è riservata a tutti gli extravergine della Regione.
Gli extravergini appartenenti alla Denominazione Molise sono ottimi per condire zuppe e minestre tipiche della cucina dell'Appenino Molisano dove prosperano grandi varietà di legumi come: lenticchie, fave, ceci, fagioli, cicerchie e farro. Altro abbinamento ideale è con i primi piatti di pesce a base di scampi, triglie, cozze e vongole che dominano la cucina delle zone costiere.
In etichetta viene riportata la dicitura olio extravergine d'oliva 'Molise' Denominazione di origine protetta.