
Le prime introduzioni di specie agrumarie nel territorio della provincia di Taranto si possono far risalire al XVIII secolo, ma solo a partire dal 1900 si assiste alla diffusione degli agrumi in coltura specializzata. Il territorio interessato alla denominazione ha il suo baricentro, sia geografico che socio - economico, nei comuni della provincia di Taranto che si affacciano sul golfo omonimo. Negli anni '50, con l'avvio della Riforma fondiaria, grazie al reperimento, captazione e creazione di adeguate risorse irrigue, la coltura degli agrumi inizia il processo di espansione e specializzazione per assumere la connotazione odierna di coltura preminente nella zona delimitata. Il clima caldo, soleggiato e poco umido del territorio che si affaccia sul golfo di Taranto incide positivamente sui processi di accrescimento e maturazione dei frutti e sull'acquisizione di eccellenti caratteristiche qualitative, quanto a colore, sapore e serbevolezza.
La Clementina del Golfo di Taranto è rinfrescante e diuretica e possiede un elevato contenuto di vitamina C. In cucina, può essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. Il frutto è utilizzato anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle.
Le Clementine del Golfo di Taranto sono immesse al consumo in confezioni chiuse, in maniera tale da impedire che il contenuto possa essere estratto. Su almeno il 90% dei frutti contenuti nella confezione viene apposto il logo della denominazione. Sulle confezioni appare la scritta "Clementine del Golfo di Taranto" e nello spazio immediatamente sottostante figura la menzione "Indicazione geografica protetta", accompagnata dal logo identificativo di forma circolare, formato da due cerchi concentrici di colore verde, recante nella parte centrale l'immagine di un frutto di clementine con peduncolo e foglia verde.