
La coltivazione dell'olivo nella provincia di Crotone risale a circa 2000 anni prima di Cristo. Le prime evidenti tracce risalgono all'epoca bizantina, grazie all'opera di monaci dell'ordine Basiliano, i quali verso la fine del VI secolo, rifugiatisi in Calabria, provenienti dall'Oriente Ellenico iniziarono a migliorare le tecniche colturali dell'olivo. Tale coltura nell'ultimo cinquantennio ha subito una notevole espansione fino a diventare una coltura di rilevante importanza per l'economia dell'area consentendo di valorizzare territori poco adatti ad ospitare altre colture.
L'olio Alto Crotonese è eccellente sul pesce in genere (particolarmente indicate le triglie, il rombo e il dentice), ma esalta al massimo il suo sapore aggiunto a crudo al ragù di pesce, carne e selvaggina.
Sulle etichette viene riportato oltre alle indicazioni previste dalle norme di etichettatura, il nome «Alto Crotonese» Denominazione di origine protetta. Deve figurare, inoltre, logotipo identificativo della Dop costituito da un'ellisse che racchiude, in primo piano, l'antico vescovado della vecchia Acherentia su un'altura e sullo sfondo il cielo azzurro.