
I vini della Doc Campi Flegrei si producono nell'intero territorio dei comuni di Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e in parte di quelli di Marano e Napoli. I terreni, che traggono origine dalle incessanti eruzioni vulcaniche, si trovano su un complesso di crateri spenti. L'estrema ricchezza in tufi, ceneri, lapilli e microelementi consente la coltivazione di viti su piede franco e conferisce alle uve e ai vini sapori e aromi del tutto originali. Il Campi Flegrei è un vino di grande tradizione, essendo collegato territorialmente e per base varietale all'antico Falerno Gaurano, di cui parlano i classici, mentre Plinio il Vecchio gli concede una menzione d'onore nella Naturalis Historia ed è stato servito anche alla corte aragonese. La Falanghina e il Piedirosso, localmente denominato Per 'e Palummo, hanno avuto in quest'area la prima diffusione e le prime affermazioni. Il disciplinare ammette le tipologie Bianco, Rosso, Pér e' Palummo, Pér e' Palummo Passito, Falanghina, eccellente in abbinamento con la ricciòla all'acqua pazza, e Falanghina Spumante.
Il Campi Flegrei Falanghina si serve in calici di media capacità a tulipano svasato a 8-10°C entro 6-18 mesi dalla vendemmia. Si sposa bene con frutti di mare, anche crudi, pesce nobile e crostacei, alla griglia o salsati, frittura di triglie e impepata di cozze. Il Campi Flegrei Piedirosso o Per' è Palummo si sposa perfettamente con la parmigiana di melanzane e si serve in calici bordolesi alla temperatura di 16-18°C. Il Piedirosso o Per' è Palummo Passito è un vino da dessert che può essere versato in piccoli calici a circa 12-14 °C per accompagnare i dolci della gastronomia partenopea, come babà e sfogliatelle.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.