
Già dall'età Etrusca la produzione di vino 'anconetano' era largamente praticata. Nel corso dei secoli la produzione enologica del Conero è andata sempre più evolvendosi sino a raggiungere un alto standard di qualità, premiato con il riconoscimento a Docg nel settembre del 2004. Importanti testimonianze storiche della sua produzione sono state rinvenute in un antico monastero di Benedettini, i quali si racconta che impiegassero le uve raccolte alle falde del Conero per produrre uno splendido Rosso. E si pensa che forse furono proprio loro a darne il nome attuale. Riferimento geografico della zona di produzione é il Monte Conero, che si erge per 572 metri a Sud-Est di Ancona per poi tuffarsi nell'Adriatico. I terreni agricoli della zona anconetana sono particolarmente vocati alla crescita di diversi vitigni, sia bianchi che rossi, in quanto il clima è caldo e asciutto, condizioni che garantiscono all'uva una buona e regolare maturazione.
Il Rosso Conero riserva Docg si sposa con primi piatti conditi con sughi di carne come il Timballo di maccheroni al ragù. Trova un buon abbinamento anche con secondi di carne rossa, brasati e stufati. È ottimo accompagnato alla selvaggina e ai formaggi stagionati. Si consiglia di degustarlo a una temperatura di 18°-20°C, servendolo in calici Ballon per rossi corposi e maturi.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula); Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.