Carciofo Spinoso di Sardegna Dop

Carciofi spinosi di Sardegna Dop

La cultura del carciofo trova le radici addirittura neiFenici e da sempre ha rappresentato una delle economie cardine dell’agricoltura nazionale. Già nella seconda metà del XVIII secolo, nel trattato del nobile sassarese Andrea Manca dell’Arca che, nella sua opera “Agricoltura di Sardegna” pubblicata nel 1780, intitola un paragrafo: “Cardo e Carciofo. Propagazione. Varietà. Coltivazione. Uso.” Dimostrazione dell’esistenza del “Carciofo Spinoso di Sardegna” nei primi decenni del secolo scorso si trovano anche nello scritto di Max Leopold Wagner in “La vita rustica della Sardegna riflessa nella lingua”, pubblicata a Heidelberg in Germania nel 1921. Nell’importante opera, il Wagner, nel capitolo dedicato alla coltivazione dei campi, parla delle colture minori della Sardegna dicendo “…degli altri prodotti della terra, in genere poco coltivati, hanno qualche diffusione, per lo più in soddisfacimento del fabbisogno famigliare, le lenticchie, i fagioli, i piselli, le zucche, i pomodori ed i carciofi…”. Dal manoscritto redatto dallo scrittore isolano Francesco Sonis, per descrivere la storia ed il ruolo della “Compagnia Barracellare in Sardegna”, emerge un’ interessante testimonianza della presenza del “Carciofo spinoso di Sardegna” attraverso le tasse di assicurazione che i produttori sin dall’Ottocento pagavano in cambio della salvaguardia da parte delle “pattuglie dei Barracelli” effettuata sui terreni coltivati a carciofo. Dai primi decenni del Novecento e ancora oggi, infine, si assiste ad un importante rinnovamento dell’agricoltura isolana e si passa, anche per il carciofo, da una produzione destinata all’autoconsumo ad una produzione specializzata, orientata verso i mercati di consumo nazionali ed internazionali.

 

Come si consuma

Il Carciofo spinoso di Sardegna crudo può essere consumato in pinzimonio, eliminando le foglie esterne più dure. Vi si può fare anche una ottima salsa , o le torte salate, oppure semplicemente consumarlo lesso o in pinzimonio. A favorire il consumo di questo ortaggio, inoltre, sono i numerosi pregi, tra cui le virtù terapeutiche e salutari dovute al suo contenuto salino e vitaminico e agli elementi nutritivi a spiccata azione depurativa per l’organismo (stimolazione della diuresi, disintossicazione del fegato, diminuzione del colesterolo nel sangue).

Come si riconosce

Le etichette apposte sulle confezioni devono recare: la denominazione “Carciofo Spinoso di Sardegna” DOP ed il logo comunitario; la categoria extra o I; il calibro; il numero di capolini; ogni altra indicazione prevista dalle leggi vigenti. Il logo della denominazione è la raffigurazione stilizzata di un carciofo spinoso umanizzato attraverso la sovrapposizione di un sorriso, la testa dell’ortaggio diventa una vera e propria testa, le foglie si trasformano in braccia aperte e si distendono in un gesto amichevole e accogliente. Il messaggio che si coglie è quello di un prodotto dal gusto dolce nonostante la spinosità dell’aspetto. I colori sono il verde ed il violaceo, tipici della pianta, il carattere scelto è il Block Heavy Condensed

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Il “Carciofo Spinoso di Sardegna” proviene da coltivazioni dell’ecotipo locale “Spinoso Sardo”riconducibili alla specie botanica “Cynara scolymus”.
Descrizione
Pianta poliennale rizomatosa di taglia media con inserzione del capolino principale ad un’altezza che varia dai 45 ai 70 cm. Il prodotto presenta una forma capolino conico allungata mediamente compatta. Il colore delle foglie è verde, con ampie sfumature violetto-brunastre. Presenta spine di colore giallo nelle brattee e la struttura del gambo è poco fibrosa, tenera ed edibile.
Caratteristiche
Il prodotto presenta una profumazione intensa di cardo e floreale; una consistenza, alla base le brattee, carnosa e allo stesso tempo tenera e croccante. Il gusto è corposo con equilibrata sintesi di amarognolo e dolciastro per la presenza di derivati polifenolici e cinarina.
Zona di produzione
L’area di produzione del Carciofo spinoso di Sardegna, ricade nei seguenti Comuni in Provincia di Cagliari: Assemini, Assemini Isola Amministrativa (I.A.), Barrali, Castiadas, Decimomannu, Decimoputzu, Donori, Elmas, Escolca (I.A.), Guasila, Mandas, Maracalagonis, Monastir, Muravera, Nuraminis, Serdiana, Pimentel, Pula, Quartu Sant’ Elena, Quartucciu, Samatzai, San Sperate, San Vito, Selargius, Selegas, Sestu, Sinnai (I.A), Ussana, Uta, Villanovafranca, Villaputzu, Villasimius, Villasor, Villaspeciosa. In Provincia del Carbonia-Iglesias: Giba, Masainas, Piscinas, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias, Villaperuccio. In Provincia del Medio Campidano: Furtei, Gonnosfanadiga, Pabillonis, Pauli Arbarei, Samassi, San Gavino Monreale, Sanluri, Sardara, Segariu, Serramanna, Serrenti, Villacidro, Villamar. In Provincia di Oristano: Arborea, Baratili San Pietro, Bauladu, Bosa, Cabras, Cuglieri, Flussio, Magomadas, Marrubiu, Milis, Mogoro, Narbolia, Nurachi, Ollastra, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Nicolò Arcidano, Santa Giusta, San Vero, Siamaggiore, Seneghe, Sennariolo, Simaxis, Solarussa, Terralba, Tramatza, Tresnuraghes, Uras, Zeddiani, Zerfaliu. In Provincia di Nuoro: Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifai, Orosei, Posada, Siniscola, Torpè. In Provincia dell’Ogliastra: Arzana (I.A,), Barisardo, Baunei, Cardedu, Girasole, Lanusei (I.A.), Loceri (I.A.), Lotzorai, Tertenia, Tortolì. Provincia di Sassari: Alghero, Banari, Castelsardo, Florinas, Ittiri, Montresta, Olmedo, Ossi, Valledoria, Viddalba, Villanova Monteleone, Porto Torres, Putifigari, Uri, Santa Maria Coghinas, Sassari, Usini, Sedini, Sennori, Sorso, Tissi. In Provincia della Olbia-Tempio: Badesi, Budoni, San Teodoro.
Presenza sul mercato
La stagionalità è molto ampia e va dal mese di settembre agli inizi del mese di maggio.
Riferimenti normativi
Reg. (CE) 510/06 del Consiglio del 20 marzo 2006.

Ulteriori informazioni

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    1. Scheda di approfondimento