
Poirino è situata al centro di un altopiano puntellato di laghetti argillosi di origine naturale, le cosidette "peschiere" che godono da sempre di una particolare pescosità e per secoli hanno rappresentato una importante risorsa alimentare ed economica per la comunità locale. Già nell’era Neozoica, la Tinca viene individuata come una specie autoctona diffusa., ma solo nel 1200 viene allevata e viene comprovato il suo valore alimentare. Infatti, in epoca medievale, uno degli statuti comunali (gabelle) di Ceresole d’Alba, imponeva la consegna di quantitativi variabili di tinche. Notizie più complete si ricavano da “Studi geografici su Torino e Piemonte” (AA.VV. ed. Ciappichelli 1954), testo in cui Natale Veronesi, dedica all’allevamento della Tinca il fascicolo: “Le peschiere del Pianalto di Poirino e la loro utilizzazione ittica” (parte 5 e 6). Questa attività professionale, non esistendo nell’Altopiano fiumi importanti per produzione ittica, era giustificata dalla rendita delle sole tinche. D'altronde, consultando le “Consegne del Sale” di Poirino (parte 7), si individuano già dal 1775 cinque famiglie di pescatori, che evidentemente ottenevano le loro entrate dall’allevamento e dalla vendita delle tinche. Tra le tante curiosità descritte, il Veronesi parla addirittura di pescatori professionisti, usi a gestire anche le altrui peschiere con contratti di mezzadria e d’affitto e già nel 1775, poche famiglie di pescatori ottenevano guadagni per allevamento e la vendita di Tinche. La pesca professionale, invece, si è diffusa dagli anni ’80 dello scorso secolo e oggi è considerata una laboriosità accessoria a quella agricola.
La tinca dorata può essere particolarmente apprezzata nella sua ricetta classica che la vuole fritta e poi marinata in un’emulsione di aceto, vino bianco ed erbe aromatiche ovvero nel classico carpione piemontese.
Si riconosce dal tipico colore della livrea giallo dorata, dal dorso curvo e gibboso e dal contrassegno che riporta la dicitura “Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino”, il disegno della Tinca femmina con la testa rivolta a sinistra e la dicitura "Denominazione d'Origine Protetta D.O.P." scritte con carattere Times New Roman, corsivo, dimensione 14.