Riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop

Riso di Baraggia Biellese e Vercellese

La dicitura “Risi di Baraggia Biellese e Vercellese” si riferisce ad un prodotto ottenuto da tutte quelle varietà di riso che nel corso dei tempi si sono adattate al clima particolare della Baraggia, diverso rispetto a quello regionale, caratterizzato dala grande quantità di acque irrigue. La coltivazione del riso venne introdotta (in via sperimentale) utilizzando le varietà di riso più adatte alle difficili condizioni climatiche e i risultati furono subito incoraggianti. Nella zona della Boraggia furono attuati grossi interventi di bonifica e irrigazione continua per trasformare le lande incolte in regolari campi coltivati. Fin dai primi anni del secolo scorso, il riso coltura storica tradizionale della Baraggia fu utilizzato anche quale simbolo di manifestazioni popolari anche di carattere sportivo, corse ciclistiche in particolare, cui parteciparono, campioni quali Coppi, Bartali e Magni con altri. La diversità della Baraggia e del suo riso fu descritta per circa 50 anni nel «Giornale di Risicoltura», edito mensilmente dal 1912 al 1952 dall'ex Istituto Sperimentale di Risicoltura di Vercelli, che riportò frequentemente articoli tecnico scientifici per motivare le peculiari caratteristiche dell'area di Baraggia e per il riso che vi si produceva. Lo stesso Istituto, nel 1931, acquisì in comune di Villarboit (centro dell'area risicola di Baraggia) un'azienda risicola utilizzandola quale centro di ricerca allo scopo di perfezionare le specificità di produzione dell'area baraggiva. Dal 1952 al su ricordato mensile fece seguito la rivista «Il Riso>>, edita dall'Ente Nazionale Risi (E.N.R), in cui articoli diversi ricordano le peculiari caratteristiche di qualità del riso prodotto in quest' area. La coltivazione del riso nell'area delimitata della Baraggia si ritrova agli inizi del XVI secolo ed ha riscontri anche in atti notarili dell'anno 1606 nel Comune di Salussola, incluso nel perimetro delimitato.

 

Come si consuma

Il riso è adatto per minestre, risotti tipici della zona, insalate e dolci e ha un tempo di cottura dai 12 ai 16 minuti. Per mantenere ben sgranati i chicchi nella preparazione di insalate si può mettere qualche goccia di limone nell'acqua di cottura.

Come si riconosce

A garanzia dell'autenticità del prodotto, ogni confezione di Riso di Baraggia Biellese e Vercellese riporta il marchio autorizzato dal consorzio di tutela.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
Cereale allo stato naturale o raffinato, ottenuto mediante l'elaborazione del riso grezzo o risone a riso integrale raffinato e «parboiled», della varietà Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, S. Andrea, Loto e Gladio.
Descrizione
Le varietà di riso riconosciute in questa DOP sono: Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, S. Andrea, Loto e Gladio. Ognuna ha colore, forma, perla, striscia e dente differenti (vedi “Caratteristiche”).
Caratteristiche
Arborio: colore del pericarpo bianco; forma allungata semitonda con testa oblunga; perla centrale estesa; striscia assente; dente pronunciato; sezione schiacciata. Baldo: colore bianco; forma affusolata; perla assente; striscia assente; dente regolare; sezione tondeggiante; testa regolare. Balilla: colore bianco; forma corto e tondeggiante; perla laterale; striscia breve; dente regolare; sezione tondeggiante; testa tozza. Carnaroli: colore bianco; forma lunga e semiaffusolata; perla centro-laterale; striscia assente; dente pronunciato; sezione tondeggiante; testa oblunga. S. Andrea: colore bianco; forma lunga, semiaffusolata; perla centro-laterale; Loto: colore bianco; forma lunga, semi-affusolata; perla assente; striscia assente; dente regolare; sezione tondeggiante; testa oblunga. Gladio: colore bianco; forma lunga e molto affusolata; perla assente; striscia assente; dente sfuggente; sezione schiacciata; testa oblunga.
Zona di produzione
L’area di produzione per la Dop Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, è situata a nord-est del Piemonte e comprende 28 comuni e relative frazioni, situati nelle Province di Biella e di Vercelli: Albano Vercellese, Arborio, Balocco, Brusnengo, Buronzo, Carisio, Casanova Elvo, Castelletto Cervo, Cavaglià, Collobiano Dorzano, Formigliana, Gattinara, Ghislarengo, Gifflenga, Greggio, Lenta, Massazza, Masserano, Mottalciata, Oldenico, Rovasenda, Roasio, Salussola, San Giacomo Vercellese, Santhià, Villanova Biellese e Villarboit. Si tratta di circa 25.000 ettari di superficie coltivata a riso.
Presenza sul mercato
Tutto l’anno.
Riferimenti normativi
Registrazione europea con regolamento CE n. 982 del 21.08.07 (GUCE L. 217 del 22.08.07) Decreto Ministeriale del 28 luglio 2006 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 184 del 9 agosto 2006.

Ulteriori informazioni

  1. Riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop
    1. Scheda di approfondimento