
La produzione dei salumi in Lombardia e nelle regioni limitrofe, risale all'epoca longobarda, ma un ulteriore impulso al suo sviluppo venne dalla presenza di ordini monastici che incentivarono la norcineria anche per motivi medici e terapeutici. Nel basso Medioevo si giunse alla suddivisione zonale dei salumi. Tra questi, uno dei più gustosi reperibile sul mercato nazionale è il Salame Cremona, i cui storici sono presenti nelle tradizioni gastronomiche lombarde, emiliane, piemontesi e venete, che si sono tramandate fino ai nostri giorni. L'origine del prodotto è connessa con la diffusione della suinicoltura lombarda, ma anche con le particolari condizioni climatiche della regione. Il clima dei territori collinari lombardi, infatti, è ideale alla conservazione delle carni suine, a cui conferisce particolari qualità organolettiche.
Il Salame Cremona si consuma semplicemente con pane casareccio , ma si accompagna bene con i kiwi, le mele e altri frutti. Tagliato a tocchetti, invece, diventa l'ingrediente base per ricche insalate, magari con funghi freschi e lattuga. O ancora, tagliato a fettine e servito assieme a formaggi freschi o stagionati, diventa un ottimo secondo piatto.

Sull'etichetta viene riportata la dicitura “Salame Cremona”, la “Indicazione geografica protetta” e il logo autorizzato dal consorzio di tutela. Il prodotto è anche contrassegnato da un sigillo in alluminio o altro metallo, a chiusura inviolabile con impressa la dicitura Consorzio del Salame Cremona” e la data di produzione espressa in mese e anno.