
Il nome del vino deriva dalla cittadina le cui colline, da secoli, ospitano questo vitigno portato dagli Eugubini nel 1234 quando la fondarono chiamandola appunto Pergola, dalla presenza di un pergolato di vite addossato ad un'antica chiesa del Mille dedicata alla Madonna. Il vino della Doc Pergola viene prodotto, così, utilizzando le uve provenienti da vigneti che abbiano come base ampelografica un clone di Aleatico conosciuto localmente come "Vernaccia di Pergola", presente nel territorio dal 1234, ovvero dall’anno di fondazione della città. I vini appartenenti a questa Doc sono presenti nelle tipologie Rosso, Novello e Passito.
Ogni vino della “Pergola” Doc, per essere apprezzato in pienezza va consumato giovane e servito in un calice di media ampiezza, rastremato al bordo per convogliare i profumi primari ad una temperatura fra i 14° e 16°C. Intorno al terzo anno di maturazione, invece, migliora di gran lunga al gusto se servito in un calice sferoidale per raccogliere più facilmente le maggiori emanazioni eteree. Va offerto a 18° e più, a seconda del piatto e della stagione e l’ abbinamento ideale è con i salumi e formaggi locali non troppo stagionati come quello di Fossa, consumati insieme ad erbe di campo ripassate in padella con Crescia di Pasqua e pane cotti nel forno a legna o cresce sfogliate. E’ perfetto anche con con arrosti di carni bianche di animali da cortile, coratella di agnello con aglio fresco e con lumache in porchetta dei monti dell'Appennino, pollo con i peperoni, maltagliati con fagioli, trippe alla marchigiana . E’ molto apprezzato anche l’accostamento con zuppe di pesce, in particolar modo con il tipico Brodetto di Pesce dell’Adriatico nelle sue molteplici varianti.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: regione determinata da cui proviene il prodotto; denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; volume nominale del vino; nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula), nome dello Stato; indicazione del lotto; indicazioni ecologiche.