
La coltura della Melannurca, ha caratterizzato il paesaggio campano da più di duemila anni. Infatti, nella regione, che fu definita dai romani antichi Campania felix per le sue favorevoli condizioni pedoclimatiche, esiste da millenni una florida frutticoltura. E’ all’interno di questo contesto che la Melannurca Igp assume primaria importanza, tanto da fregiarsi del titolo di “Regina delle mele”. Era così apprezzata, in passato, per la sua dolcezza e croccantezza, che venne raffigurata in dipinti, poi rinvenuti negli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonianza questa l'antichissimo legame tra l’Annurca con il mondo romano in particolare, al punto che anche Plinio il vecchio le descrive nella sua monumentale enciclopedia “Naturalis Historia”.
La dolcezza del frutto si gusta mangiandola fresca, ma il suo inconfondibile sapore è altrettanto apprezzato se usata per la preparazione di gelati, torte e liquori.

Il logotipo della Melannurca Campana Igp e Melannurca Rossa del Sud Igp, rappresenta una mela stilizzata sul fondo bianco, il cui bordo inferiore e superiore sinistro sono rossi, mentre il superiore destro è verde (e non chiude la mela). La mela è sormontata da un picciolo verde e da una foglia bianca anch’essa bordata di colore verde. Nel corpo della mela è riportata la sigla I.G.P. in nero. Il Bordo esterno superiore è di colore rosso ed internamente è riportata la scritta Melannurca Campana in bianco. Il bordo esterno inferiore è di colore bianco e a seconda dei casi riporta la dicitura “Annurca” o “Rossa del Sud”. Sulle confezioni contrassegnate ad Igp, o sulle etichette apposte sulle medesime, devono essere riportate, in caratteri di stampa chiari, indelebili, delle medesime dimensioni e nettamente distinguibili da ogni altra scritta, le seguenti indicazioni: a) la dicitura "MELANNURCA CAMPANA”, immediatamente seguita dall'indicazione varietale "ANNURCA” o "ROSSA DEL SUD". Nello spazio immediatamente sottostante deve comparire la menzione “INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA” (o la sua sigla I.G.P.); b) il nome, la ragione sociale, e l’indirizzo dell’azienda confezionatrice e/o produttrice; c) la quantità di prodotto effettivamente contenuta nella confezione, espressa in conformità alle norme merceologiche vigenti.