
Il basilico in generale (l'Ocimum basilicum originario dell'Asia tropicale) e naturalmente anche quello prodotto nel Genovesato (in dialetto ligure "baxeicou" o "baxaicò"), è stato introdotto, in origine, in diverse aree del Mediterraneo (compresa la Liguria), dai Romani antichi. Questi gli attribuivano proprietà curative e in particolare afrodisiache, come afferma Gaio Plinio Secondo, meglio conosciuto come Plinio il vecchio, nella sua "Naturalis historia". Successivamente divenne coltura tradizionale ed il suo uso venne esteso anche nell’impiego in cucina. In Liguria, in particolare, il nucleo originario di produzione era circoscritto all’areale genovese e per la precisione nel quartiere Prà, dove questa pratica ha una storia pludimillenaria. Il basilico, infatti, in quest'area, fin dall'antichità era rinomato per la sua qualità. Col tempo l'area di produzione si allargò ed investì tutta la fascia marittima del territorio ligure. Consolidandosi le condizioni favorevoli di mercato per il consumo diffuso di basilico nella preparazione di numerose ricette, tra cui il celeberrimo pesto alla genovese. Il 4 giugno 2006 è stato ufficialmente inaugurato il "Parco del basilico di Pra'" allestito nella villa Lomellini-Doria-Podestà, ristrutturata dall'amministrazione provinciale di Genova ed utilizzata dal Centro per l'impiego del Ponente. La villa è limitrofa alle grandi e moderne serre attigue al casello autostradale di Voltri.
Il Basilico genovese DOP, è particolarmente indicato per la preparazione del classico pesto alla genovese e come ingrediente nei condimenti della cucina tipica ligure. Infatti, è adatto a confezionare uno svariato numero di piatti asciutti, e speciali tartine e focaccette e viene aggiunto solitamente nelle insalate, nelle pizze e nei panini, nella frittata e nella tipica panzanella.
Il prodotto si riconosce grazie all'apposito logo del Consorzio che viene apposto su ogni confezione.