
A fine Ottocento, nell’area oggi interessata al Marrone di Roccadaspide, gli esperti botanici della società di Ravera, scelsero di abbattere alberi secolari che popolavano l’area oggi interessata al prodotto. Sui cedui rimasti si innestò materiale di propagazione delle cosiddette "Castagne ra Rocca", note per l’alto livello di produttività e qualità.
Tutta la bontà dei marroni si assapora pienamente in autunno. I frutti, arrostiti o lessati, possono essere gustati accompagnati a buoni vini moscati o passiti.

Sulle confezioni contrassegnate con l’I.G.P. o sulle etichette apposte sulle medesime, deve essere riportata l’indicazione “Marrone di Roccadaspide” seguita dalla dicitura: “Indicazione geografica protetta (o la sua sigla I.G.P.), il nome, la ragione sociale e l’indirizzo dell’azienda confezionatrice o produttrice, la qualità del prodotto in conformità con le norme vigenti e il simbolo grafico relativo all’immagine artistica del logotipo.