Nocciola Romana Dop

Molti sono i riferimenti storici che attestano la tradizionalità della nocciola romana. Già nel 1949 Giuseppe Nizi, nel "Il Nocciuolo nella zona del Cimino", narra che presso i Romani il legno di nocciolo era bruciato durante i sacrifici al Dio Giano, sul colle di Carbognano, e utilizzato per torce augurali durante le nozze. Il Martinelli in "Carbognano illustra" mette in risalto che la coltura di nocciolo risale sin dal 1412 circa. Nel 1513 pare che il consumo di “Nocchie” rallegrasse la mensa del Papa Leone X (“Storia del Carnevale Romano” Clementi). Nel catasto del 1870 risultano già censiti in quell’anno, a Caprarola, alcune decine di ettari di noccioleto, sotto la dizione di “Bosco di Nocchie”.Questa nocciola è per’altro di notevole interesse per le industrie dolciarie fra le più conosciute nel nostro paese come dimostrano alcuni documenti del 1968. Nell’arco di questi secoli il paziente lavoro dell’uomo ha svolto un ruolo importante nel mantenimento della tradizione di questa coltura, lo dimostrano le numerose sagre paesane che si svolgono ogni anno ed i numerosi piatti che vengono realizzati tradizionalmente con la nocciola.

 

Come si consuma

La Nocciola Romana trova un ampio utilizzo in pasticceria, unita al cacao, per la preparazione di creme e torroni oppure usata nei dolci tradizionali di questa zona, come i tozzetti, i crucchi, le ciambelle, i mostaccioli, gli amaretti, le meringhe e le morette.

Come si riconosce

Sulle confezioni vengono indicate le diciture “NOCCIOLA ROMANA” e“DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA”, oltre agli estremi necessari alla individuazione della Ragione Sociale e dell'indirizzo del confezionatore, dell’annata di produzione delle nocciole contenute e del peso lordo e netto all’origine.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
La denominazione di origine protetta “Nocciola Romana" designa i frutti prodotti nella zona geografica delimitata ai comuni delle procincie di Roma e Viterbo e riferibili alla specie Corylus avellana cultivar “Tonda Gentile Romana”, “Nocchione” e loro eventuali selezioni, le quali, siano presenti almeno per il 90% nell’azienda. Sono ammesse altre cultivar nella misura massima del 10 %.
Descrizione
Forma della nocciola in guscio: subsferoidale con l’apice leggermente a punta. Dimensioni della nocciola in guscio: non uniformi con calibri variabili da 13 a 22 millimetri. Guscio: di medio spessore, di color nocciola, di scarsa lucentezza, con tomentosità diffuse all'apice e numerose striature evidenti. Seme: medio - piccolo, di forma variabile subsferoidale, di colore molto vicino a quello del guscio, per lo più ricoperto di fibre, con superficie corrugata e solcature più o meno evidenti.
Caratteristiche
All’assaggio il prodotto risulta consistente, con un sapore ed aroma finissimo e persistente, dalla tessitura compatta e croccante, senza vuoti interni.
Zona di produzione
La zona di produzione di lavorazione e di condizionamento della "Nocciola Romana" è compresa nei sotto elencati comuni delle province di Viterbo e Roma. Nella Provincia di Viterbo: Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, CastelSant’Elia, Civita Castellana; Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Monterosi, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Sutri, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Vitorchiano, Viterbo. Nella provincia di Roma: Bracciano , Canale Monterano, Manziana, Rignano Flaminio, Sant’Oreste, Trevignano.
Presenza sul mercato
Tutto l’anno.
Riferimenti normativi
Il prodotto è stato registrato con regolamento CE n. 667 del 22 luglio 2009, pubblicato sulla GU L. 194 del 25 luglio 2009.

Ulteriori informazioni

  1. Nocciola Romana Dop
    1. Scheda di approfondimento

Aziende Produttrici

Marchio di Tutela

D.539d5c680b1088800ccb/marchio_dop.gifDop .

Prodotto in:

Lazio .

Ricette a base di: Nocciola Romana:

Itinerari proposti

Organismi di controllo