Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop, piccolo ortaggio ma dal grande sapore è una vera gemma rossa della tavola campana. Trae le sue peculiarità organolettiche dall’origine vulcanica dei suoli dove è coltivato. Infatti la natura piroclastica dei terreni contraddistingue l’intero edificio vulcanico del complesso Somma-Vesuvio, zona indicata per la produzione. La coltivazione di questo ortaggio si affermò durante i secoli scorsi, sia per le ridotte esigenze colturali che in virtù della consistenza della buccia, che lo rende particolarmente idoneo alla lunga conservazione nei lunghi mesi invernali. L’antica diffusione del pomodoro conservato era infatti legata, alla necessità di dover disporre anche nella stagione fredda di pomodoro allo stato fresco, per poter adeguatamente insaporire le preparazioni domestiche, da sempre molto diffuse nel napoletano, fra cui pizze e primi piatti che chiedevano intensità di gusto e di fragranze. Questo antico procedimento di conservazione consiste nella raccolta delle bacche a grappoli interi e nell’intreccio dei piccioli con un filo di canapa, fino a comporre un unico grande grappolo che viene poi sospeso al soffitto di appositi locali, per tutto l’inverno. Tutto ciò, unito al particolare quadro ambientale dell’area vesuviana hanno portato ad un prodotto unico nel suo genere per pregi organolettici.

 

Come si consuma

Il suo particolare sapore è molto apprezzato sulla pizza. Molto utilizzato anche per guarnire bruschette, per condire primi piatti e nella preparazione di salse.

Come si riconosce

Il logo è costituito da una silouhette del “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” comprensiva di peduncolo, il cui prolungamento richiama il profilo del Vesuvio con l’annesso golfo; sulla vetta del Vesuvio risaltano, in nero, due nuvolette di fumo stilizzate. Nella parte inferiore campeggia la scritta arcuata: “pomodorino del piennolo del Vesuvio” realizzata con font “arial” e debitamente “convertita in curve”. Nella parte superiore, come a racchiudere il “core” del logo, vi è una linea curva rossa, che è interrotta al suo apice dalla scritta “D.O.P.”, realizzata con font “arial black” debitamente “convertita in curve”.

 

 

 

Carta di Identità

Tipologia
La Dop «Pomodorino del Piennolo del Vesuvio» designa il frutto degli ecotipi di pomodorini riconducibili alle denominazioni popolari: «Fiaschella», «Lampadina», «Patanara», «Principe Borghese» e «Re Umberto».
Descrizione
Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop è di forma ovale o leggermente pruniforme con apice appuntito e frequente costolatura della parte peduncolare, la buccia è particolarmente spessa. Ha una pezzatura non superiore a 25 g. Allo stato fresco la buccia è di colore vermiglio, la polpa di colore rosso e presenta una tenace attaccatura al peduncolo. Allo stato conservato il colore esterno è rosso scuro, internamente il colore della polpa rimane rosso, il suo turgore risulta ridotto.
Caratteristiche
La Dop «Pomodorino del Piennolo del Vesuvio» ha un sapore vivace, intenso e dolce-acidulo. Se consumato conservato il sapore rimane vivace ed intenso.
Zona di produzione
L’intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Napoli: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa Di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, Sant’Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, e parte del territorio del comune di Nola.
Presenza sul mercato
Tutto l’anno.
Riferimenti normativi
Ottenuto riconoscimento con regolamento CE n. 1238/2009 pubblicato sulla GUCE L 332/48 del 17.12.2009.

Ulteriori informazioni

  1. Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop
    1. Scheda di approfondimento