
La viticoltura in Abruzzo, come del resto in tutta Italia, ha origini antiche. L'introduzione di tecniche di coltivazione dei vitigni nella regione risale all'età etrusca. Il Montepulciano d'Abruzzo è oggi uno dei vini più conosciuti e apprezzati in Italia e all'estero. Il suo nome deriva dall'omonimo vitigno da cui è ottenuto, che venne introdotto nella regione agli inizi del XIX secolo. Oggi la Doc Montepulciano d'Abruzzo viene prodotta dalle uve coltivate sui terreni collinari, situati a un'altitudine non superiore ai 500 metri sul livello del mare, delle quattro province abruzzesi. La Doc Montepulciano d'Abruzzo è prodotta nelle tipologie Rosso (anche Riserva) e Cerasuolo.
Il Montepulciano d'Abruzzo Doc Rosso va servito in calici bordolesi a 16-18 °C di temperatura. Si abbina bene a preparazioni abbastanza strutturate come primi piatti con ragù di carne, carni rosse grigliate e al forno, agnello alla griglia, pecora al caldaro, maiale in porchetta, spezzatino di maiale, formaggi vari, minestre e cacciagione. Anche il Cerasuolo va servito a circa 16-18 gradi in calici bordolesi, e si abbina a brodetto pescarese, primi piatti della cucina locale, scamorza appassita, pecorino fresco, minestre e mortadelline di Campotosto.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.