
Le prime testimonianze riguardanti la vitivinicoltura in Molise risalgono a documenti del 1800, in cui si racconta della vendita di vino da parte del Molise all'Abruzzo e dei tipi di coltura adottati. La vite ha trovato, comunque, nella regione, un ambiente e un clima favorevole, sviluppando, così, un settore produttivo di un certo interesse. Tra le Doc di questa regione, il Molise, diffuso nella maggior parte dei comuni in provincia di Campobasso e Isernia, è un vino da pasto prodotto nelle tipologie Chardonnay, Falanghina, Greco bianco, Moscato, Moscato passito, Moscato spumante, Pinot bianco, Sauvignon, Trebbiano, Aglianico, Cabernet Sauvignon, Montepulciano, Rosso, Sangiovese, Tintilia.
I bianchi della Doc Molise si gustano in calici svasati a 8-10°C abbinati a latticini, primi piatti leggeri, pizza; i rossi, si consumano invece in calici bordolesi a 16-18°C, in abbinamento a piatti di pasta o polenta al ragù, formaggi stagionati o carni al forno. Nella tipologia Moscato, da versare in piccoli calici a 12-14 °C, il Molise Doc è particolarmente indicato per accompagnare mostaccioli o altri dolci tipici della tradizione molisana.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.