
Le origini del Salame di Varzi si fanno risalire all'epoca dell'invasione longobarda: avendo scoperto una vallata dell'Appennino con un clima perfetto per la produzione e la stagionatura degli insaccati, i longobardi introdussero un programma economico volto a stimolare l'allevamento dei maiali e la produzione del tipico Salame, contribuendo così al consolidarsi dell'uso di consumare carne suina. Ma il Salame di Varzi era un alimento molto ricercato anche alla mensa dei marchesi Malaspina, feudatari della zona, che lo producevano per un consumo familiare. In seguito i mercanti, seguendo la via del sale, portarono questo prelibato salume a tutti i buongustai d'Europa, dalla corte di Maria Teresa d'Austria alle ricche 'delicatesses' di Francia.
Il salame per tradizione e comodità è di solito tagliato in fette piuttosto spesse: si dice anzi che sia ben tagliato quando le fette possono stare in equilibrio sul proprio bordo. Si consuma accompagnato da olive e ortaggi sott'olio nel classico antipasto all'italiana, ma si sposa felicemente anche con formaggi e uova sode. Oltre che con i vini rossi di corpo, il Salame di Varzi si abbina bene con Novelli e Beaujolais.

Il salame di Varzi Dop è immesso al consumo con un sigillo identificativo che tutela l'autenticità del prodotto. Su ogni sigillo viene riportato un logo raffigurante il disegno stilizzato di quattro salumieri su sfondo arancione e la dicitura "Salame di Varzi Dop".
Dop
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