
La produzione di questo salame è iniziata nelle zone collinari del territorio lombardo, da cui si è estesa alle regioni limitrofe dell'area settentrionale e si fa risalire, come per tutti gli insaccati, all'epoca delle invasioni longobarde. Infatti, le popolazioni barbariche, durante le loro migrazioni, utilizzavano cibi a lunga conservazione, per lo più a base di carne suina. Il nome deriva da un diffuso uso rurale secondo cui i cacciatori li portavano con sé, nelle loro escursioni, perché, date le dimensioni ridotte, potevano stare tranquillamente nelle bisacce. Proprio questo uso specifico ne avrebbe motivato il formato ridotto che caratterizza i salamini e che ha contribuito a renderli famosi presso il consumatore.
La pezzatura piccola li rende ben adatti a una alimentazione moderna e consente di avere a disposizione un prodotto sempre fresco da consumare in tempi veloci. Sono serviti come antipasto per completare ricchi carré di salumi e formaggi, abbinati generalmente a vini rossi.