
La Casciotta d'Urbino è un formaggio con origini antiche. Veniva infatti già prodotto ai tempi dei duchi di Montefeltro e Della Rovere, che, dedicando particolare attenzione alla produzione casearia, ne fecero oggetto di commercio con Roma e con lo Stato della Chiesa. La storia di questo formaggio vanta anche illustri estimatori, tra i quali Papa Clemente XIV e Michelangelo Buonarroti. Si narra che il genio del Rinascimento italiano, essendo golosissimo di Casciotta d'Urbino, e in particolare di quella poco stagionata, se ne facesse mandare ingenti scorte, e che addirittura avesse acquistato dei terreni per poterla produrre da sé.
La Casciotta d'Urbino per tradizione viene consumata con pane montanaro o comune, accompagnata a fave, salumi, lardo, prosciutto e ciauscolo di Loreto. Comunque in cucina è un ingrediente molto versatile: può essere usata nella preparazione di tutti i piatti a base di uova o prosciutto, per insaporire la polenta abbrustolita, o, ancora, consumata come piatto unico, magari assieme ad altri latticini. Se mangiata a fine pasto, va tagliata a fettine, posta sul piatto di portata e abbinata a confetture, marmellate, miele o fichi caramellati. In ogni caso l'utilizzo dipende dal grado di maturazione e quindi dal sapore e dalla morbidezza del formaggio. I vini da abbinare devono esaltare il sapore della Casciotta, quindi ad antipasti e primi delicati andranno abbinati vini leggeri, a primi e secondi importanti vini di media struttura, al dessert vini dolci .

L'autentica Casciotta d'Urbino Dop è contraddistinta dalla caratteristica pelure apposta sulla faccia piana della forma intera in cui viene riportato: sopra il nome del prodotto e il logo comunitario distintivo delle Dop, al centro l'immagine di uno scorcio della città di Urbino e in basso il logo del consorzio di tutela.