
La Doc Mandrolisai prende il nome dalla regione in cui viene prodotta. È al centro della Sardegna, fra il Gennargentu e la Barbagia, infatti, che il vitigno Bovale sardo, da cui deriva il Mandrolisai Doc, ha trovato il suo habitat ideale. Introdotto in Sardegna dagli Aragonesi, il vitigno fu distrutto dall'epidemia di fillossera nella seconda metà dell'Ottocento, ma, grazie alla sua capacità di adattarsi a qualunque clima e terreno, ha recuperato la sua naturale abbondante produttività. Il Mandrolisai Doc è presente nelle tipologie Rosso e Rosato.
Il Mandrolisai Doc Rosso va abbinato ad antipasti di salumi molto saporiti, primi piatti al ragù di carni saporite, grigliate di carni suine e maialetti allo spiedo alla sarda. Va degustato in calici bordolesi, a una temperatura di 16 -18°C. La versione Rosato è ottima con antipasti saporiti, zuppe di verdura e legumi, carni bianche stufate, zuppe di pesce speziate, piatti a base di uova. Il calice consigliato è quello di media capacità a tulipano ampio, la temperatura di servizio è di 13-14°C.
Ogni etichetta deve riportare la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, quali: Regione determinata da cui proviene il prodotto; Denominazione del prodotto costituita dall'abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell'imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.