
L'olivo è una pianta tipica della provincia di Bari, sia come specie arborea che prospera in un habitat particolarmente favorevole, sia dal punto di vista naturalistico, paesaggistico e storico, in quanto strettamente legata alla storia e alla tradizione culturale e commerciale del territorio pugliese. L'olivicoltura è praticata nel barese fin dall'età neolitica (5000 a.C.). La sua importanza economica e commerciale fu riconosciuta durante l'impero romano, quando le importazioni e le esportazioni vennero regolate dall'amministrazione centrale. Ulteriori incentivi per la coltura dell'olivo si ebbero a partire dall'epoca medioevale, grazie all'opera degli ordini religiosi presenti sul territorio. L'olio di Bari si diffuse fino a Venezia, da dove si provvedeva anche a inviarlo in varie città dell'Europa continentale. Considerato il grande bacino produttivo della provincia di Bari, oggi questa Dop è una tra le prime in termini quantitativi.
La presenza di note aromatiche nell'olio Terra di Bari ne fa prediligere l'utilizzo su grigliate di pesce, insalate, verdure bollite, legumi e primi piatti leggeri.

La dicitura "Denominazione di origine protetta Terra di Bari", scritta per intero o abbreviata compare obbligatoriamente in etichetta talora in abbinamento al marchio comunitario identificativo delle Dop. Per i produttori associati al consorzio di tutela è anche prevista la possibilità di apporre il marchio di qualità autorizzato dal consorzio.