
Il Fiore Sardo è un formaggio con origini antichissime, addirittura precedenti la conquista romana. Alla fine del 1700, padre Francesco Gemelli parlava del 'pecorino Fiore Sardo', descrivendone la produzione e il commercio. Nell'800, infatti, il Fiore Sardo era l'unico formaggio a essere esportato oltre i confini della Sardegna, e veniva apprezzato in modo particolare dai mercanti napoletani, livornesi e genovesi; questi ultimi lo utilizzavano già per la preparazione della loro salsa tipica, il pesto. Probabilmente il nome deriva dal fatto che, fino a qualche tempo fa, durante la produzione venivano usate delle forme di legno su cui era impresso un fiore che lasciava sul formaggio un vero e proprio marchio.
Il Fiore Sardo è un formaggio a lunga stagionatura e pertanto altamente digeribile e indicato nella dieta degli sportivi. Quando è molto giovane si può utilizzare come formaggio da tavola per spuntini veloci, oppure fritto, arrostito e fuso, abbinato a fave fresche o come ripieno per i ravioli. Se stagionato, lo si può adoperare grattugiato su qualsiasi tipo di pasta, minestre, polenta. Ma è ottimo anche con le patate arrosto, accompagnato da salumi, da pomodori freschi, da cipolle e da un buon vino rosso. Viene inoltre tradizionalmente indicato come il pecorino ideale per la preparazione del pesto alla genovese.
Ogni forma di Fiore Sardo Dop è identificata in maniera univoca da un dischetto di caseina di colore verde in cui viene indicato il numero progressivo delle forme. Sulla faccia piana del formaggio viene, inoltre, apposta un etichetta divisa in 16 porzioni recante le scritte "Formaggio Fiore Sardo" e "Indicazione d'Origine Protetta ", il bollino comunitario distintivo per le Dop e il marchio del consorzio di tutela.