Fontina Dop
La produzione della Fontina segue un metodo che si tramanda da secoli nella regione Val d'Aosta. Le prime notizie relative a questo formaggio si trovano negli archivi feudali del 1267 e negli affreschi dei castelli valdostani, dove, tra cavalieri e dame, si riconoscono le forme di Fontina esposte sui banchi di vendita medioevali. Ma è solo nel 1700 che compare per la prima volta la parola 'fontina', come testimonia un registro delle spese dell'ospizio del Gran San Bernardo.
Come si consuma
La ricetta più conosciuta per cucinare la Fontina è certamente la fonduta alla valdostana, ma questo formaggio può essere utilizzato anche nella preparazione di primi piatti, antipasti, crostini, bistecche o da solo semplicemente come spuntino veloce. Si abbina molto bene a vini bianchi, rossi e rosati leggeri, ma se è consumata a fine pasto richiede un vino rosso corposo.
Come si riconosce
Il marchio di qualità della fontina Dop
Il prodotto si riconosce grazie alla presenza del marchio del consorzio di tutela e del numero di matricola apposti sulla faccia piana di ogni forma.
Carta di Identità
- Tipologia
- Formaggio grasso a pasta semicotta a base di latte vaccino
- Descrizione
- La Fontina ha forma cilindrica con diametro compreso tra i 30 e i 40 centimetri e lo scalzo concavo lungo 7'10 centimetri; il peso varia tra gli 8 e i 18 chilogrammi; la pasta è elastica con scarsa occhiatura, il colore è leggermente paglierino e più accentuato nella produzione estiva; la crosta è sottile e compatta, di colore bruno rossiccio
- Caratteristiche
- Il gusto è caratteristico, dolce, gradevole, mai forte o amaro
- Zona di produzione
- La zona di produzione comprende l'intero territorio della Regione Autonoma Valle d'Aosta
- Presenza sul mercato
- Tutto l'anno
- Riferimenti normativi
- Registrazione europea con regolamento CE 1107/96 pubblicato sulla GUCE L148/96 del 21 giugno 1996; riconoscimento nazionale con DPR 1269 del 30 ottobre 1955, pubblicato sulla GURI 295 del 22 dicembre 1955; incarico di vigilanza con DM 26 giugno 1957 pubblicato sulla GURI 163 del 2 luglio 1957