
L'estensione dei boschi intorno al comune di Borgotaro, nell'Appennino parmense, ha permesso lo sviluppo di un prodotto spontaneo e molto caratteristico: il fungo della specie Boletus, che ha un profumo intenso e delicato, con un aroma caratteristico, tale da distinguerlo dai porcini di altre province. Il primo accenno storico ai porcini di Borgotaro risale al 1700, ma la loro importanza economica è fiorita alla fine del 1800, con la nascita delle prime imprese di trasformazione e commercializzazione e il contemporaneo sviluppo delle esportazioni, che riguardavano specialmente la Gran Bretagna, dove il Fungo di Borgotaro è stato fatto conoscere dagli emigrati.
I funghi si gustano crudi o cotti alla brace, trifolati, al forno, saltati in padella, freschi o essiccati, con carni o verdure, con il risotto, la pasta o sulla pizza, sott'olio o sott'aceto: insomma, un ortaggio adatto a insaporire e accompagnare tantissimi piatti della cucina regionale italiana.

Su ogni confezione viene apposto un sigillo di garanzia che riporta il logo autorizzato dal consorzio di tutela e la dicitura "Indicazione Geografica Protetta" accompagnata dal relativo marchio comunitario.
