
La coltivazione del limone in costiera amalfitana ha prevalso col tempo su tutte le altre della zona, svolgendo un ruolo fondamentale per l'economia locale e anche per la caratterizzazione del paesaggio. La presenza del limone in questa splendida area a picco sul mare è documentata fin dall'XI secolo, quando, scoperta la sua efficacia nel combattere la carenza di vitamina C nell'organismo, la Repubblica di Amalfi decretò che a bordo delle navi ci fossero sempre provviste di tali frutti. Ciò incentivò l'impianto di limoneti tra il XII e il XIV secolo in spazi sempre più vasti del litorale e delle colline limitrofe. Al Seicento risalgono invece le prime testimonianze di un diffuso mercato di limoni, che progredì nei secoli successivi, a opera di commercianti provenienti da altre zone, che acquistavano la quasi totalità della merce.
Il limone favorisce le difese naturali dell'organismo e protegge la parete vascolare; ha una funzione disintossicante e depurativa per l'organismo, ma anche ipotensiva e antireumatica. In cucina, il limone può essere utilizzato per preparare spremute e succhi o per aromatizzare dolci, marmellate e bevande. La polpa si utilizza anche in cosmesi per la preparazione di maschere per schiarire la pelle e di creme per ammorbidire le screpolature delle mani.

A garanzia dell'autenticità del prodotto, l'etichetta apposta sui contenitori o cassette di limoni riporta le seguenti indicazioni: 1) la IGP Limone Costa d'Amalfi; 2) il nome dell'azienda produttrice; 3) la quantità di prodotto effettivamente contenuta nella confezione; 4) l'anno di produzione. Sempre in etichetta figura il logotipo distintivo del Limone Costa d'Amalfi costituito da un limone affogliato, posto sul lato sinistro di un doppio cerchio che racchiude su uno sfondo giallo la scritta di colore nero "Limone Costa d'Amalfi". All'interno del doppio cerchio vi è il profilo della costa, da Maiori fino a Capo Conca, mentre in primo piano vi è un cespuglio di macchia mediterranea.