Regioni

Il parco nazionale del Pollino

Vecchio albero spoglio nel parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino è la più grande area protetta in Italia. È stata istituita nel 1993 e si estende tra Basilicata e Calabria, lungo l'Appennino meridionale calabro-lucano. Simbolo dell'ente nazionale è il pino loricato, una specie endemica, caratteristica della zona. L'area spazia dal Tirreno allo Jonio, da Cozzo del Pellegrino a Serra Dolcedorme, dai Piani di Campolongo, di Novacco e di Lanzo ai Piani del Pollino, dai fiumi Argentino e Abatemarco alle gole del Lao e del Raganello, fino ai torrenti Peschiera e Frido. Il territorio custodisce animali rari ed eccezionali, come l'aquila reale e il capriolo.

Ai luoghi naturali, creati dalla fusione delle rocce dolomitiche con una flora incontaminata, si aggiungono luoghi di carattere archeologico e paleontologico, dove i primi risalgono ad antiche colonizzazioni greche e i secondi prendono i nomi di Grotta del Romito e di Valle del Mercuri. Nel parco del Pollino vi aspettano suggestive passeggiate di montagna e gustosi e forti sapori in tavola.

 
Piatto con carne arrosto e affettati

Prima di addentrarci nella flora e fauna locale, infatti, è di rigore un accenno alla cucina, a base di carne e di pesce di fiume. Un plauso particolare meritano le paste lavorate a mano, come orecchiette e fusilli, e i salumi, come salsiccia, soppressata, pancetta e capocollo, tutte rigorosamente Dop, e la nduja, un salume fatto con miscela di carme magra e grassa e con molto peperoncino. I vini Doc che caratterizzano il territorio del parco sono invece il Pollino, il Cirò e il Donnici. In considerazione della vastità del territorio, nel parco la vegetazione è molto varia. Ci sono lecci, ginepri, mirti e aceri minori. I ginepri in alcune zone sono presenti fino ai 900 metri di quota, mentre, grazie alla capacità delle rocce di accumulare calore, sopra questa quota si trovano solitamente diverse varietà di querce tra cui l'ontano napoletano. Nel versante ionico, più precisamente sul Monte Sparviere, si trovano estese acerete, in cui convivono cinque specie d'acero, mentre alle quote più basse sono presenti faggi con agrifogli.

Ma ciò che rende unica la vegetazione altomontana del Pollino è il suo emblema, il longevo e maestoso pino loricato, il cui nome deriva dalle placche che si creano sul suo tronco, dette appunto loriche. Questo pino è abbarbicato sulle creste impervie - si trova fino ai 2200 metri - esposto alle intemperie e ai più generosi venti. Negli altopiani si estendono praterie, coperte di neve in inverno, ma che in primavera offrono uno spettacolo di fiori molto colorati. Le praterie sono impreziosite dalla presenza di piante officinali come la genziana maggiore, il ginepro comune, la belladonna e la stregonia siciliana, quest'ultima con note proprietà emostatiche. Questa ricchezza di piante e di praterie ha favorito la pastorizia. Infatti, l'attività è diffusa sul territorio e i prodotti caseari sono unici per odori, sapori e gusto come logiche conseguenze del nutrimento a disposizione dei greggi.

Dove vi sono i greggi non mancano i lupi. Il lupo del Pollino è sopravvissuto alla caccia indiscriminata dell'uomo. Per questo motivo è stato elaborato un progetto per censirne la popolazione e studiarne i relativi habitat. Stesso problema e medesimo progetto riguarda il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. In genere tutta l'area protetta è ricca di una 'non-comune' biodiversità, sempre in equilibrio precario.

 
Picchio rosso maggiore che nutre il suo piccolo

Non meno abbondante è la presenza di uccelli. Difatti con il divieto di caccia che ha accompagnato l'apertura del parco nazionale molti volatili sono ritornati e hanno prolificato, rendendo più cospicua la loro presenza. Il progressivo diminuire della caccia ha fatto in modo che il visitatore come il comune abitante di queste zone siano tornati a poter sentire il concerto naturale, offerto gratuitamente, dalla coturnice, dal picchio nero, dal picchio verde e dal picchio rosso maggiore e dalle cinque specie italiane di allodole. Come sempre succede la preservazione di alcune specie ha riattirato nella medesima zona altri animali e infatti sono presenti nel versante meridionale, tra i pini delle alture, alcuni rapaci come l'aquila reale, il nibbio reale e il pellegrino; invece nel versante orientale, caratterizzato da una natura più arida e ricco di pareti rocciose, nidificano i sempre minacciati falconi lanari e i piccoli avvoltoi capovaccai. I più fortunati e attenti turisti potrebbero incontrare nelle loro passeggiate il grande gufo reale. Tra i mammiferi oltre al lupo vivono e si riproducono in quest'area il gatto selvatico, la puzzola e nei corsi d'acqua la lontra. Vi sono inoltre gruppi di cinghiali e limitate presenze del driomio, un piccolo roditore italico. Nei boschi vivono scoiattoli, ghiri, lepri di tipo europeo e appenninico, nonché pipistrelli che trovano un habitat favorevole nelle grotte presenti nel territorio.

La popolazione del posto ha caratterizzato i luoghi abitati con architetture libere e affascinanti. Nei piccoli paesi sono ancora attivi laboratori di artigianato locale, mentre nelle trattorie locali si possono assaporare i piatti tipici del territorio. La cucina si basa sia sulla carne che sul pesce di fiume. È possibile degustare primi come gli spaghetti al cartoccio e le tagliatelle ai funghi porcini, invece i secondi piatti possono essere scelti tra l'agnello scottato, la tagliata di manzo ai funghi porcini, il misto di pesce, il salmone e/o le trote al pepe rosa, baccalà in tutte le salse. I dessert spaziano dalle torte rustiche di noci alla mousse al limoncello con salsa dolce di pere.

 
 

I prodotti dell'Itinerario

  1. Capocollo di Calabria Dop
  2. Cirò Doc
  3. Donnici Doc
  4. Pancetta di Calabria Dop
  5. Pollino Doc
  6. Salsiccia di Calabria Dop
  7. Soppressata di Calabria Dop